4ª Mezza maratona di Ascoli Piceno (Ap) – Km 21,097 – Domenica 31 Ottobre 2021
Ascoli è una città molto bella e accogliente. L’ho trovata piena di vita, ristoranti, gente, movimento, monumenti, piazze. Un concentrato di Marche in purezza (molto diversi da noi, sembra più Abruzzo). Pane col mosto e fave dei morti però li condividiamo.
Gli ascolani molto ospitali e accoglienti quando abbiamo preso i pettorali ci hanno riconosciuto ‘Ah voi siete quelli di Urbania!’ e sono stati molto cordiali e ci hanno fatto vedere che apprezzavano la nostra presenza. E oggi a ogni passaggio mi facevano ‘forza Urbania!’.
La gara è stata molto ben organizzata. Abbiamo preso un pullman alle 7:30 che ci ha portato a Acquasanta Terme, un paese verso i Sibillini che mostra distintamente i segni del terremoto. Qui ci siamo cambiati in una palestra e abbiamo aspettato la partenza. Eravamo circa 240 atleti. La gara è tutta in discesa, questo permette di fare un buon tempo. Si è corso di fianco al fiume Tronto fino ad Ascoli. Il percorso è su strada, sulla vecchia Salaria, ma i passaggi di macchine sono stati contenuti, non ci sono mai state situazioni di pericolo o di confusione. Dove c’erano delle curve particolarmente strette, avevano messo transenne o coni stradali di sicurezza a proteggere il percorso dei podisti e c’era un buon servizio d’ordine. Alla partenza un fotografo quando ci ha visto ci ha fatto un sacco di festa perché ha detto che nel 2011 si era fatto male correndo la Collemarathon e qualcuno di Urbania l’aveva aiutato, addirittura lui ha detto ‘mi ha salvato’.
Insomma tutto bene. La consiglio a chi vuol fare un buon tempo perché soprattutto i primi 10 km sono tutti in discesa. La seconda parte è un po’ più impegnativa e non si arriva mai, comunque bilancio positivissimo e anche sul podio hanno scherzato con un ‘brava Urbania!’.
Il pacco gara è ricco di prodotti gastronomici, una bottiglia di vino, un formaggio, pasta, biscotti e snack vari, frutta. Sia la riconsegna borse, sia la consegna pacchi gara, svolti senza casini né assembramenti.
A domani con chi c’è!
Anna Angeli
I risultati dei nostri atleti alla 4ª Mezza maratona di Ascoli Piceno
Pos. Ass. | Pos. Sex. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | RealTime | Passo medio |
---|---|---|---|---|---|---|---|
161 | 29 | 2 | 55 | ANGELI ANNA | SF50 | 1:44:55 PB | 4:58 |
200 | 160 | 25 | 56 | MORETTI DANILO | SM50 | 1:54:07 | 5:25 |
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34° Trofeo “Città di Senigallia”, Senigallia (An) – Km 10,150 – Lunedì 1 Aprile 2013
Ieri sera pioveva acqua a catinelle. Guardando quello scroscio pensavo, dopo tutti questi mesi che non gareggio, proprio così no, “no che non vorrei”. Eppure ho preparato tutto, sistemato le cose, organizzato i bambini e messo la sveglia. Dormito come un piombo il sonno dei guerrieri.
L’alba di questa mattina non era uno scherzo invece nonostante la data: perfetta, limpida, fresca, profumata, colorata, e chiassosa di uccellini allegri. Ho detto è un giorno buono per ricominciare, và.
Ritrovo gli amici di corsa, i compagni di avventure passate e future, la mia squadra. Sono contenta di correre a Senigallia, che trovo una città deliziosa, accogliente e ospitale come i suoi abitanti e miei compagni di squadra Fabrizio e Nicola. Condivido questa passione con loro, e con gli altri e di tutti ne conosco i tempi, i caratteri, le vicissitudini, gli infortuni, le manie. È normale essere lì alla partenza e anche se non ci si vede da un po’, ci si ritrova subito, ed è una piacevole compagnia. Allo start lì davanti penso e dico a Luigi, questa sì, è la mia vittoria: oggi, essere ancora qui, ancora andare. Mi rendo conto del grande privilegio che abbiamo, un’altra volta alive and kicking, ora e qui.
Parto nel gruppone, dopo un attimo, quelli forti sono già davanti che volano. La loro è tutta un’altra storia, rispetto alla mia. Di certo so che facciamo tutti la stessa fatica (anche se la mia dura di più), e che ognuno di noi lotterà la propria privata battaglia contro i propri limiti. Di certo so anche che sono bellissimi da guardare, potenza ed energia allo stato puro.
Mi sento bene, felice e leggera. Sento che la primavera mi sta svegliando, mi è tornata voglia di correre e di scrivere. I chilometri vanno veloci, non ricordo di avere sofferto come tante volte invece, ora che ci sto pensando ricordo il sole, il mare, il profumo dei ristoranti di pesce, il respiro affanoso di uno che mi ha martellato dietro un paio di chilometri ma poi mi è finito davanti, il piacere di essere di nuovo da sola e senza ansia, (“Odio coloro che mi tolgono la solitudine, senza fami compagnia” Nietzsche che dice? boh) l’aria fresca, una battuta simpatica di un passante che mi fa ridere.
Mentre corro mi chiedo se sono tutti uguali i chilometri, o se per ognuno di quelli che porti a termine ti è permesso di cogliere qualcosa che prima ti era sfuggito. Di arrivare a un punto. Mi chiedo quale sia il senso di questo gesto ritmico e sempre uguale, che sembra insensato a chi ti sta guardando da fuori e qualche volta anche a noi stessi. Mi accorgo che non ho più paura a mostrarmi nella fatica e nello sforzo, io che non ho mai amato farmi vedere debole. La mia debolezza è la mia forza. Sono qui nonostante tutto e per questo valgo, sono quello che sono, faccio quello che posso, ma sicuramente sono una persona onesta, che guarda gli altri sperando sempre il meglio per ciascuno, e che non inganna nessuno, prima di tutti se stessa. Poi ancora ricordo il sole all’arrivo, nella gioia di un tempo insperato, la voglia di esserci ancora, la prossima volta. Di godere il privilegio di una partenza da correre e di un arrivo da vincere.
Anna
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Il reportage completo ufficiale (530 foto) è qui e qui.
I risultati dei nostri atleti al 34° Trofeo “Città di Senigallia”
Pos. Ass. | Pos. Sex. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
---|---|---|---|---|---|---|---|
11 | — | 1 | 77 | SANTINI STEFANO | MM40 | 34:36 | 3:25 |
57 | — | — | 180 | VESCHI FABRIZIO | SM | 39:13 PB | 3:52 |
71 | — | — | 76 | AMANTINI LUIGI | MM40 | 39:57 | 3:56 |
83 | — | — | 161 | ALESSANDRONI DAVIDE | MM35 | 40:48 | 4:01 |
84 | — | — | 126 | SERFILIPPI MAURO | MM45 | 40:53 | 4:02 |
138 | — | — | 319 | VALENTINI RAFFAELLA | MF45 | 43:46 | 4:19 |
187 | — | — | 74 | GIORGINI LORIS | MM40 | 46:55 | 4:37 |
196 | — | — | 181 | SALVATORI ADELE | MF40 | 47:50 | 4:43 |
197 | — | — | 162 | ROSSI ALESSIO | MM35 | 47:50 | 4:43 |
213 | — | — | 179 | BASSOTTI NICOLA | SM | 49:35 | 4:53 |
232 | — | — | 323 | ANGELI ANNA | MF40 | 51:13 | 5:03 |
269 | — | — | 15 | VALDARCHI RENATO | MM50 | 1:00:06 | 5:55 |
270 | — | — | 125 | MORETTI DANILO | MM45 | 1:00:07 | 5:55 |
NC | NC | NC | NC | -NC- ACERO FILIPPO | NC | 44:10 | 4:21 |
NC | NC | NC | NC | PIERINI VERONICA | NC | 46:10 PB | 4:33 |
La classifica completa è disponibile qui
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Mezza Maratona D’Annunziana, Pescara (Pe) – Km 21,097 – Domenica 21 Ottobre 2012
Oggi ho corso la mezza di Pescara. La gara si correva insieme alla maratona e io mi chiedo che forza hanno avuto a tirare dritto ai 21 e a ricominciare da capo, ma si sa che se uno si prepara bene niente è impossibile.
I chilometri sono uno alla volta. Non si può pensarli tutti insieme, ma affrontarli man mano che arrivano. Alcuni li ami, alcuni li odi, altri durano anni, ma valgono tutti uguale. Così oggi ne ho fatti 21, e non è mai una passeggiata comunque.
Questo ottobre tiepido sul lungomare quasi estivo e il mare lì a fianco danno una bella sensazione. La partenza è dalla centralissima Piazza Salotto in mezzo alle vie del lusso, sono circondata da negozi chiccosissimi che mi attirano da morire. Aspetto insieme a un’amica che corre una mezza dopo vario tempo. La tensione, l’adrenalina, la voglia, la paura. Questa è la partenza, insieme a mille persone come oggi. Si corre compatti. Subito il ponte nuovo modernissimo, ripido. Alzo gli occhi.
Ecco la foto di oggi, un fiume di gente che lo riempie e lo colora di magliette vivaci e variopinte. Corro. Corro e basta. Si affollano i pensieri. Tengo a bada quelli negativi (sono stanca, non ho voglia, chi me lo fa fare, che fatica, non posso fare tutta questa strada) e mi concentro su quelli che mi fanno stare bene, punto qualcuno davanti che mi dà un buon ritmo e penso a chi m’aspetta, all’enorme sorpresa che sono ogni giorno i miei figli, a tutti i chilometri che ho alle spalle e che mi danno sicurezza.
Sento il caldo salire, benedico l’esperienza che mi ha fatto vestire al minimo nonostante i 12 gradi della partenza. Ai 12 km sento gridare il mio nome, è Dani che mi incita e mi fa una foto contro sole sono illuminata e luminosa. Mi sento bene, ho passato la metà ma inizia un momento difficile mentre si va verso nord la brezza di mare si fa più tesa e non aiuta. Verso i 16 c’è il giro di boa. Il chip bippa. Si torna a casa, ora l’obiettivo è arrivare ed è vicino. Limitare i danni del caldo. Cedere pochi secondi ogni km, ma ormai ne mancano pochi e riesco ad amministrare il tempo che resta.
L’arrivo è fantastico, vedo che ne ho e corro più che posso, così chi mi è davanti mi serve da lepre e non ho paura. Arrivo e rido e sono contenta, l’ultimo chilometro mi ha tolto il fiato e sono felice, sudata, stanca, finalmente seduta. Mi riprendo subito, aspetto la Sara che arriva poco dopo e le urlo di sorridere mentre taglia il traguardo. Questo è per me ogni nuovo traguardo: una vittoria e un sorriso. Ë andata anche oggi. Ho fatto tre belle gare nell’ultimo mese e mi sono ancora molto divertita a farle.
I won!
I risultati dei nostri atleti alla Mezza Maratona D’Annunziana
Pos. Ass. | Pos. Sex. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
---|---|---|---|---|---|---|---|
537 | 52 | 13 | 161 | ANGELI ANNA | MF40 | 1:54:48 | 5:26 |
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4° Trofeo Bagno di Romagna Terme, Bagno di R. (Fc) – Km 14,1 – Domenica 12 Agosto 2012
La gara a Bagno di Romagna l’ho voluta rifare perché la ricordavo bella.
È infatti lo è. Bella e imprevedibile, fatta di tanti aspetti e per questo affascinante. Si parte con un giro nella cittadina di Bagno di Romagna, tra i turisti seduti, tra le stradine piene di fiori, tra alberghi raccolti e lussuosi, di un’eleganza quieta ma non démodé.
Ho pensato che è certo un bel posto per passare qualche giorno di vacanza, e che mi piacerebbe tornarci in tutta tranquillità.
Dopo il giro di saluto alla città si va verso implacabile asfalto che morde le caviglie e regala calore e durezza. Ricordavo che questo era stato il pezzo che avevo sofferto di piu. Avere già fatto una gara ha se non altro questo vantaggio, di sapere contro chi stai combattendo, per poter vedere in faccia il tuo avversario: la strada di oggi. Passano i primi quasi 5, si arriva a San Piero in Bagno, da cui si sale per il Santuario di Corzano. La salita è serrata, quasi 4 chilometri costanti e implacabili.
Tornante dopo tornante mi guadagno ogni metro. Riesco a correre quasi sempre, mantengo un ritmo per me accettabile, di corsa blanda o di camminata veloce, fino alla cima dove gruppi di fedeli, turisti e famiglie in gita, mi osservano con benevola curiosità. È un po’ questo che suscitiamo quando ci vedono quelli che passano vicino alle corse per caso, loro tutti composti e profumati e noi accaldati, sudati e sofferenti.
Sono rimasta sola, in salita ho seguito qualcuno che ora non vedo più. Dopo la salita un nuovo cambio di scena e panorama: inizia la meraviglia del bosco che tanto mi ricorda le trotterellate allegre che faccio con la mia amica G. nelle nostre passeggiate di esplorazione delle colline intorno a casa mia. Così mi godo la magia del profumo di conifere, vedo anche qui come da noi i segni pesanti della neve che lo scorso febbraio ci ha ricoperto, annuso l’aria, ascolto il rumore dei sassi che i miei passi solitari muovono. Se penso di essermi persa ogni tanto il cartello del chilometro come a una moderna Pollicino mi ricorda che la strada è quella giusta. I chilometri ora passano veloci, ricordo l’ultimo strappo che arriva quando le gambe non ne vogliono più e che affronto con un certo piglio perchè sono contenta di come sta andando e non voglio mollare proprio ora. Come d’incanto dal monte sbuco sulla strada principale, la strada Fiorentina, passo in un istante dalla solitudine e dal silenzio al clamore della piazza. Arrivo. Sto bene. Sono soddisfatta ci ho messo tre minuti in meno dell’anno scorso, quindi ho battuto la mia eterna rivale. Me stessa.
Anna
I risultati dei nostri atleti al 4° Trofeo Bagno di Romagna Terme
Pos. Ass. | Pos. Sex. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
---|---|---|---|---|---|---|---|
140 | — | 48 | 112 | MORETTI DANILO | MM40 | 1:28:27 | 6:16 |
145 | — | 9 | 281 | ANGELI ANNA | MF40 | 1:33:24 | 6:37 |
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3ª Beach Run, Bellaria Igea Marina (Rn) – Km 11,65 – Sabato 4 Agosto 2012
Cari amici runners, vi voglio raccontare la gara di oggi, la Beach Run di Igea Marina.
Si tratta di una gara percorso misto tra asfalto e bagnasciuga; dovevano essere 13km, in realta sono stati 11,6.
Oggi è una giornata torrida al limite del sopportabile e questo mi preoccupa non poco, ma a voi che correte chevvelodicoaffa’, l’estate è una guerra da combattere ogni giorno. La partenza alle diciotto sull’asfalto del lungomare non aiuta certo a stare tranquilli. Comunque andiamo, sarà quel che sarà.
12° Giro dei 4 Ponti, Urbania (Pu) – Km 10,3 – Domenica 24 Giugno 2012
La gara dei quattro ponti l’abbiamo corsa tra Scipione che è appena partito, e Caronte dagli occhi di brace che sta per arrivare, e che ci traghetterà nel cuore dell’estate. Questi giorni si passano con le tapparelle abbassate, al minimo dei giri. Si vive con il freno a mano tirato e anche stare fermi a volte è faticoso. Il caldo è un grande nemico di chi corre. Ti fa schiattare, ti taglia le gambe, ti fa sudare e soffrire. Ma nello stesso momento la natura esplode, le nostre colline diventano colorate, lussureggianti, cariche di profumi e di fascino. L’odore dei tigli e delle ginestre. Per cui questa gara mantiene un sapore speciale che me la fa amare tantissimo, anche in questo momento di condizioni meteo estreme.
Giovanni mi ha ascoltato quando gli raccontavo i miei dubbi. Poi io ho ascoltato l’Adele che mi raccontava i suoi. E Michele che ha una vita piena e so che non sempre è facile tenere insieme tutto. Il sorriso della Raffa che non manca mai, anche nei giorni più bui. Vedo Renato che si aggira indaffarato, ha tutto sotto controllo, ma so quanto impegno e dedizione ci vuole per fare funzionare tutto così perfettamente e lui ha un cuore che batte per fare correre gli altri. L’incontro con la Manu, dopo mesi di contatti fb. Il saluto a Stefano a fine gara che mi dice una grande verità che accomuna me a lui, il numero uno all’ultima della classifica: alla mia domanda se fosse contento mi ha risposto “sono sempre contento quando ho finito di correre”.
Ecco la corsa, per me è la stessa risposta. E per questa risposta corro quando non dovrei, quando non vorrei e quando non ne ho voglia. E oggi almeno un paio di questi “non” ci stavano. Per il bene che provo dopo. Che dopo un po’ che corri, lo sai che dopo starai bene, e così ti fidi di quel ricordo e continui a farlo. E inviti altra gente a farlo. E ti piace la gente che lo fa, per cui le persone che erano qui oggi, so che sono fuori dall’ordinario, non banali.
Una volta la Stefi mi ha detto correre non è per tutti. Oggi ho ripensato a questa grande verità. Ci vogliono cuore muscoli e cervello, costanza impegno e passione. Ci vuole allegria e divertimento, perchè senza non si vive. Ma ci vuole anche voglia di sopportare la fatica e oltrepassare ancora una volta i propri limiti, che nel mio caso sono tanti, ma forse no, perchè comunque non l’hanno mai vinta su di me.
Anna
La Classifica
Pos. | Nominativo | Nome Societa | Tempo | Media |
1 | D’ASARO VINCENZO ALESSIO | ATL.IMOLA SACMI AVIS | 0:34:35 | 03:21 |
2 | LANZI SIMONE | TIFERNO RUNNERS-CITTÀ DI CASTELLO | 0:35:28 | 03:27 |
3 | SQUADRANI LAURENT MAUR. | OLIMPUS SAN MARINO ATLETICA | 0:35:31 | 03:27 |
4 | SERI DAVIDE | S.E.F. STAMURA ANCONA ASD | 0:35:35 | 03:27 |
5 | QUATTRINI RICCARDO | ASD. “COLLEMAR-ATHON” CLUB | 0:35:45 | 03:28 |
6 | BETTACCHINI ANTONELLO | TIFERNO RUNNERS-CITTÀ DI CASTELLO | 0:36:12 | 03:31 |
7 | SANTINI STEFANO | ASD ATLETICA URBANIA | 0:36:19 | 03:32 |
8 | LOCALZO GIUSEPPE | ATL. POTENZA PICENA | 0:36:31 | 03:33 |
9 | D’ANDREA LUCA | ATLETICA SENIGALLIA | 0:36:43 | 03:34 |
10 | SCOLA DANIELE | ATL. BANCA PESARO-CENTRO STORICO | 0:36:51 | 03:35 |
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Le foto della gara
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Il video della gara
Per vedere il proprio arrivo, basta togliere circa 34′ al proprio tempo di gara.
33° Trofeo “Città di Senigallia”, Senigallia (An) – Km 10 – Lunedì 9 Aprile 2012
Dopo una Pasqua sotto la pioggia e al freddo, questa mattina quando siamo partiti ho visto di nuovo il Nerone innevato.
Ieri sera dal letto sentendo l’acqua e il vento ho pregato che la mattina portasse il sereno, e così è stato. Oggi splende il sole, accompagnato da freschi venti di maestrale, e la campagna è già tutta verde. Facciamo il viaggio con Mauro e Raffaella che sono una compagnia piacevole e piena di argomenti. La Raffa è una campionessa con l’umiltà della principiante e Mauro una persona allegra, solare, pratica, positiva che mette di buonumore chi sta con lui. Il bello è che con loro si parla di corsa e sono veramente persone piene di esperienza, ma anche di molto altro, vita, lavoro, famiglia, progetti, futuro, esperienze.
14ª Maratonina dei Fiori, San Benedetto del Tronto (Ap) – Km 21,097 – Domenica 1 Aprile 2012
Così succede che ho fatto una gara oggi. In questi ultimi mesi ho riflettuto a lungo sul mio legame con la corsa, nelle tante ore passate inseguendo la strada delle mie colline.
Ogni giorno che vado, caparbia e tenace, mi chiedo perché sto andando, e la risposta che mi do è che so che non potrei farne a meno. In questa parte della mia vita correre fa parte della stabilità e della sanità mentale che ho, uno spazio di gioia e di fatica che non conosce paure nè dubbi. C’è una frase che rende bene l’idea: “Quando corro, semplicemente corro. In teoria nel vuoto. O viceversa, è anche possibile che io corra per raggiungere il vuoto. (Haruki Murakami)”. Corro e cerco il vuoto, cerco la libertà, ma nello stesso tempo il corpo e la mente sono portati a un livello di ricettività e di sensibilità che mi rendono consapevole di ogni mia sensazione e di ogni cosa che accade nel mio corpo e nelle gambe, del cambiamento del fiato, del crescere del respiro, delle gocce di sudore, di ogni buchetta della strada, dei passaggi di dislivello. I miei pensieri si dilatano e riesco ad avere una visione completa della mia vita, delle situazioni che vivo, dei problemi che ho. Corro, cerco il vuoto, trovo il pieno di pensieri e sensazioni.
Il mio amore per la corsa è profondo, e ricambiato. Ormai so con certezza che non sarò mai una campionessa nè sarò mai io a scrivere la storia del podismo, ma la corsa fa parte della mia storia. Questa cosa mi rende libera di essere sempre e comunque contenta di quello che viene, senza troppe aspettative o attese o ansia.
La sveglia alle cinque. Apro gli occhi un secondo prima, sensibile come una gatta (da quando sono nati i figli non ho mai più dormito come da ragazza), i movimenti subito pronti e coordinati, prima cosa il caffè, poi il rito della vestizione tutte le cose già pronte e pensate per non dovere sbagliare nulla. Esco fuori, ancora è piena notte, ancora il vento caldo spazza il parcheggio di fianco a casa mia, passa un gatto, sento i galli che cantano. Arriva rumoroso il pulmino, nel silenzio del paese ancora addormentato, i miei compagni sono assonnati e accoglienti, mi accomodo al mio posto e la guida arzilla di Renato mi sveglia definitivamente. Due ore di strada fra chiacchiere, musica, caffè e risate, arriviamo che pensavo peggio e invece no, non mi sento stanca. Anche se poco, ho dormito profondamente, il mio corpo ha capito che doveva riposare prima della battaglia e mi è venuto incontro.
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La Corsa della Befana, Urbania (Pu) – Km 6 – Venerdì 6 Gennaio 2012
Ogni volta che corro mi innamoro sempre di più di questo sport e di questa gente. Ed oggi è stato bello stare insieme a tante donne belle, vere, uniche, giovani, adulte, mature, forti, grintose piene di allegria di sorrisi di intensità. Piene di vita. Le mie amiche di corsa oggi erano bellissime. Perchè erano straordinarie e normalissime.
Un vento gelido spazzava i vicoli questa mattina e noi ci stringevamo dentro i giubbotti pesanti, scambiando parole e impressioni. In questi anni passati di corsa ho conosciuto tante persone speciali a correre con me, ma più donne che uomini se devo essere onesta. Le donne che corrono sono speciali, non so trovare altre parole. Riescono a farlo nonostante tutto il mondo sia contro di loro. Gli impegni, la famiglia, il lavoro, le urla, le richieste, i bisogni dei bambini, le necessità della famiglia. Una donna mette sempre tutto il resto davanti a sè e di solito è a posto quando sono a posto i suoi cari. È una gimkana di obblighi e di doveri dentro la quale sembra impossibile riuscire a fare stare dentro tutto. Passando gli anni ho capito, per me personalmente e per le amiche che ho intorno, che invece mantenere un proprio spazio e vivere la propria passione con coraggio è importante, quando non fondamentale. Così siamo qui, guardo le mie compagne di strada e di avventure, che sento legata a me da tante esperienze vissute insieme, guardo le amiche conosciute da poco, le vedo forti, le vedo unite, le vedo insieme.
2° Trofeo “ESaleX” (ex NEFA), Rosciano di Fano (Pu) – Km 11 – Domenica 20 Novembre 2011
Notte di sogni strani e agitati. Mi sveglio, vedo la nebbia e penso che le tre volte che ho fatto questa gara la nebbia c’era sempre. Probabilmente sempre ci sarà. Mi dico ma è novembre, a novembre c’è la nebbia, a novembre è più che normale. A Rosciano a novembre c’è una fiera che vendono cose buone da mangiare in un posto rotondo, ci siamo noi che corriamo e c’è la nebbia. Ci siamo noi che arriviamo a riempire il parcheggio, con i completini, i guanti, le tute varipinte. Questi due mondi (quello dei runner della gara della domenica con quello della fiera dei prodotti tipici) non si toccano. Prima di partire ho visto questi banconi lussureggianti di salami formaggi tartufi caldarroste mieli biscotti frutte pregiate prelibatezze varie, veramente ogni ben di Dio.
L’altra mia metà, l’Anna che ama il buon cibo e la buona tavola, si fermerebbe volentieri per fare acquisti e organizzare le prossime cene. Ma sono mezza nuda, con un freddo che pela e ho un altro obiettivo. Portare a casa la mattina. Così abbandono il girone dei golosi e vado alla partenza. Qui ci sono i compagni di avventura, la mitica Stefi, molte ragazze che ho conosciuto su Facebook e che ho piacere ad abbracciare nel reale, non solo nel virtuale. Io e la Stefi ridiamo scherziamo e la partenza quasi ci coglie di sorpresa. Ricordo questa corsa, oh sì se la ricordo. Abbastanza per sapere che non la amo e non l’amerò mai.
Non conoscevo Rosciano prima di avere partecipato due anni fa a questa gara e la mia presenza in questo luogo si limita a un giorno all’anno, cioè oggi, e mi sembra più che sufficiente.
Si corre per le strade della periferia industriale di Fano tra varie curve a gomito e i campi, le macchine che due o tre volte mi sono venute addosso (anche se ne ero a corto, comunque, il fiato l’ho trovato per dirgli cosa pensavo di loro, ed erano cose non belle nè eleganti) incroci di rotonde con auto scalpitanti, un cimitero verso la fine. Non ricordo altro. Cani ad abbaiare. Pianura piatta. Corsa in solitaria, con un occhio ai chilometri, ritmo costante, nè gioia nè dolore. Ogni tanto qualcuno mi affianca e mi dice qualcosa. Uno mi fa i complimenti per la squadra, un altro mi fa i complimenti per Campana (a me?!?) un altro mi dice brava che sai soffrire. E già. Se so fare qualcosa è soffrire e comunque non mollare. Non sono una campionessa ma non mollo mai. Ma vale sempre. Quello a cui tengo è con me sempre.
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26ª Venicemarathon, Venezia (Ve) – Km 42,195 – Domenica 23 Ottobre 2011
Il ritorno in albergo è stato impegnativo. Arrivo che piango. Dani mi raccoglie, letteralmente. Sono un mucchio dolorante di fatica muscoli tritati e ossa rotte. Mi appoggio a lui per uscire dalla bolgia. Mi sembra impossibile muovere solo un passo adesso. Ma anche mantenere la posizione eretta. Ma anche provare a sedermi. Allora mi aggrappo a lui che mi porta alla lunghissima coda per il vaporetto. E lì mi arriva come uno schiaffo la notizia della morte di Marco Simoncelli. Un ragazzo che nel mio ricordo è giovane allegro sorridente festoso e pieno di talento. Tutto assume un altro contorno, un altro sapore. Anche l’impresa che con una gran fatica ho portato a termine mi sembra non valere niente, pensando a quella giovane vita distrutta e alla famiglia che starà piangendo ora tutte le lacrime possibili per un dolore che non ha neanche un nome.
Ma ci provo lo stesso a raccontare questa strana mattina, partita con il sole e arrivata con le nuvole e il vento tirato, secco che arriva da oriente.
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2ª Vallesina Marathon, Jesi (An) – Km 21,097 – Domenica 9 Ottobre 2011
Una settimana fa si andava al mare. Oggi vediamo la neve ai bordi della strada. Mentre la notte non dormo per i tuoni e fulmini che scuotono la casa. Dentro il piumone metto la testa sotto il cuscino e come lo struzzo non voglio saperne niente.
Ma alla mattina l’alba è fredda e trasparente, il cielo bellissimo. Un’aria gelida taglia i visi assonnati e le bocche che sanno di caffé. Dani nella sua infinita dolcezza vuole accompagnarci pur non correndo, ama le gare, l’ambiente, l’emozione che si respira.
Arrivano Jump e la Stefi, passiamo a prendere la Veronica. Una bella macchina di compagni appassionati delle corse. Ho gusto ad essere con due amiche. La Stefi con cui ho diviso tanti momenti di sport, di vita e di fatica. La Veronica alla sua prima mezza e che vive l’emozione del debutto.
A Jesi ci aspetta Lorenzo che si deve misurare anche lui con un chilometraggio che ancora conosce poco e che vuole vedere dove lo porteranno quelle gambe lunghe. Non ha pietre di paragone e parte in attesa di vedere com’è.
Mentre Jump invece quelle distanze le conosce bene essendo un veterano, ma non finisce di stupirci con i suoi mega-tempi di ragazzo campione.
Ci spogliamo che ci pela l’aria. Dentro un anfratto della piazza, dove batte meno. Ma la paura di avere freddo non mi fa commettere l’errore di vestirmi. So che dopo sarà bello avere il corpo esposto e libero. E resisto. Facciamo una piccola corsetta per scaldarci ma restiamo con le giacche a vento, e infatti sudo. Rimango ancora con la giacca per non perdere quell’umido tepore.
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35ª Maratonina Porto Recanati, Porto Recanati (Mc) – Km 21,097 – Domenica 18 Settembre 2011
Si comincia dalla fine. Siamo in tre, io Dani e Jump. Torniamo alla macchina e c’è la multa per il ticket scaduto. La gara iniziava alle 9, il permesso era fino alle 11, eravamo già a mezzogiorno, così i simpatici vigili di Porto Recanati hanno avuto modo di prendersi un po’ di accidenti, non tanto per i miseri 24 euro, quanto per la barbonitudine dimostrata. In una mattina come questa, in questo strano settembre che sembra luglio (senonchè a luglio sembrava ottobre) con un sole e un caldo a rendere ancora più pesante ogni affanno.
C’è il sole, c’è la strada bianca e polverosa, non c’è un albero, solo campi e stoppie tutto intorno. Guardo davanti e dico benvenuti all’inferno, ed ecco i dannati, ansanti sudati fradici sfiniti. Pochi giorni fa avevo fatto gli stessi km per conto mio un mattino presto, con il freschino della notte che aveva appena lasciato le colline e ricordavo un piacere e un gusto che questa mattina non ho mai e dico mai rivissuto. Solo caldo, e fino a un certo punto il timore di non farcela. “Ok mi fermo, no ancora no, ancora un po’, vado avanti, arrivo al ristoro, un paio di chilometri devastanti tra i sette e i nove, poi va bene sono a metà, poi ancora me ne mancano meno di dieci, tornerò a casa anche questa volta”. Eccola la mia ambizione qual è, l’unica – portare a casa la pelle, senza farmi troppo male, if possible.
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3° Trofeo Bagno di Romagna Terme, B. di Romagna (Fc) – Km 14,6 – Domenica 7 Agosto 2011
Ieri ho conosciuto Lucia. Così inizia il racconto della mia gara a Bagno, perché Lucia fa interamente parte della gara di ieri ed è il bello di quello che ti succede a volte quando sei lì a schiattare di fatica e incontri un sorriso allegro e luminoso che ti rinfranca e ti accompagna fino alla fine. Ma partiamo con ordine.
Bagno di Romagna è un paese delizioso arrampicato sulle colline dell’Appennino Romagnolo, famoso per le acque termali, gli alberghi di lusso e il buon cibo.
Mi dice Dani che c’è una gara lì la domenica alle cinque. Si prevedono 35 gradi, ma per sfuggire alla spiaggia farei anche il salto triplo carpiato e dico va be’ non sarà poi peggio di Carpegna. Il guaio di quando fai certe gare è che poi ti senti forte e dici, se ho fatto quella posso fare pure questa, e insomma è una specie di cane che si mangia la coda e non se ne esce più.
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11° Giro del Monte Carpegna, Carpegna (Pu) – Km 15,5 – Domenica 31 Luglio 2011
L’unica volta che ho incontrato Pantani, io avrò avuto poco più di vent’anni, e anche lui, perché avevamo la stessa età. Lui passeggiava sulla spiaggia di Cesenatico con due suoi amici. Stava già cominciando ad essere famoso e la gente lo indicava. Lo ricordo minuto, un fascio di muscoli, con il segno bianconero dell’abbronzatura della maglietta e del pantaloncino. Sorrideva e camminava svelto. Quando si passava davanti alla sua villa, c’erano sempre fans affezionati ad aspettarlo. Non io, che all’epoca badavo poco alla sua figura. Ma per gli appassionati stava diventando leggenda, per quella capacità unica di soffrire e di essere il più forte, ma così vicino, così umano. Una vacanza in montagna,il pomeriggio davanti alla tele, il 1998 e lui che trionfava al Giro. Ed io che lo rispettavo come rispetto quelli forti, ma forti, di un´altra galassia.
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7ª Scalata al Castello, Piagge (Pu) – Km 8,5 – Sabato 23 Luglio 2011
Chi ha dei bambini in età scolare sa cosa significhi l’enorme buco dell’estate, più di tre mesi di vuoto e di galleggiamento su una stagione bella ed entusiasmante, ma tutta da riempire.
Siamo in estare, le ore di luce e sole sono tantissime, ma per me la possibilità di allenarmi in queste settimane sono poche o nulle. Mare spiaggia asciugamani sabbia. Mi sfinisco di questo. Così quando mi è stata proposta questa serata ho acchiappato al volo l’occasione per scappare dalla mitica riviera romagnola, che oramai non la posso più vedere.
Allora andiamo a Piagge, un paesino della splendida zona collinare che sovrasta Fano, che ho imparato a conoscere in questi mesi, in quanto sede di varie gare del circuito “correre per correre” a cui la mia squadra partecipa.
31ª Caccia alla Rana, Barchi (Pu) – Km 11,800 – Sabato 25 Giugno 2011
È mezzanotte, canta l’orologio in cucina un trillo sommesso, come conviene di notte ma non riesco a dormire: quando corro la sera succede così, sono stanca fisicamente ma sveglia e all’erta.
Rane non ce n’erano alla caccia alla rana, le avranno finite tutte che sono trentun’anni che le cacciano, povere. Sì invece le lucciole, tante, a migliaia: c’erano solo loro a illuminare la strada verso la fine e hanno reso questa serata ancora più magica di quanto già non fosse.
Una gara bellissima, in un posto che sembra di essere sul set di un film medioevale, con il castello e i merli, la piazza del castello che ti aspetti che escano le cortigiane dal portone, le mura, i torrioni. Guardo questo paese che sembra finto, che sembra uno scherzo da quanto è perfetto, mi incanto.
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11° Giro dei 4 Ponti – Il diario di Anna
300 persone si sono svegliate presto una mattina di giugno di quasi estate, per ritrovarsi insieme in una bella piazza di vento, piazza di paese, e per fare un giro in uno dei più suggestivi scorci delle nostre colline ora bionde di grano che trabocca.
La concitazione della partenza, un apparente caos che è frutto del lavoro di molti che spendono intere giornate del loro tempo ad organizzare e a preparare ogni minimo dettaglio. So che niente è lasciato al caso e che tutto andrà dove deve andare. La macchina è in moto e i 364 giorni che sono passati non hanno cambiato di una virgola l’entusiasmo e l’impegno di chi, come Renato, cerca di fare in modo che tutto vada bene e che tutti siano contenti.
Partiamo un attimo prima, siamo troppo avanti! Prima dei coriandoli, che se li gusta il pubblico. Strettoia, discesa, primo ponte, il semaforo, fino lì è uno scherzo, poi a destra e so che quella salitella è infernale, è lì il punto che taglia il fiato, l’ho fatta troppe volte per non saperlo. Non ho l’orologio, vivo le mie sensazioni, corro, caldo, i km passano, incrocio i primi, i più bravi ci mettono la metà di me, sono curiosa, li guardo, qualcuno soffre tanto, altri sono più rilassati, Jump e Robyguidi addirittura mi salutano, mi incoraggiano. La strada è un ombrello di sole e cielo azzurro sopra di noi, i cicilisti mi salutano vaibiondavai (a me, bionda?), si gira al quinto verso la casa dove incontro i bimbi della Stefi, prima della chiesa di San Giorgio, mi danno le spugne fresche, sono giocosi e ridenti. L’arsura e il caldo sono difficili da gestire, ma riesco a sorridere alle loro faccine aperte. So che da lì si ritorna verso casa. Si passa in mezzo al campo e poi di nuovo a Urbania.
Passando ricordo che quando abbiamo fatto il video c’era l’erba alta, ora c’è solo sole. Però mi piace lì, se devo pensare alla corsa di oggi mi viene in mente quel posto e quel momento preciso, e Fede dietro il cespuglio che fa le foto. È quell’istante mi resterà, grazie ad un bellissimo scatto di Federico, in una foto che mi rappresenta nella fatica e nel coraggio, nella voglia e nella paura, nello sconforto e nella passione. Come spiegare tutto questo a chi pensa che la corsa sia solo un risultato?
La strada è un nastro sinuoso che diventa galleria di alberi rinfrescanti, vedo i miei compagni di strada di oggi, le schiene fradicie, i passi incerti, tra volontà e fatica. Si scende, vento, le prime case, la strada, l’incoraggiamento di Mara che da Gubbio è venuta fino qui pur non potendo correre, per respirare un po’ di quest’aria insieme allegra e sofferta.
Sento che Dani è al mio fianco mancano pochi metri. Oggi è il suo compleanno, arriviamo insieme, è un bel modo di festeggiare un arrivo, che per noi è anche un ritorno. Un giro di un anno. In piazza c’è la mia piccola sirena (lei sì bionda!) ad aspettarmi e a fare il tifo per me, la vedo allegra e felice, e tant’è, a me basta questo per sentirmi vincente, la numero uno.
In piazza tutti, una grande festa, sudati allegri a mangiare il melone, si parla della gara, chi è contento chi no, chi ha vinto, chi ha perso, ci sono un sacco di campioni, gente fortissima. Una bella gara, una gara dura, che merita di diventare grande, come il cuore di chi la prepara.
Non esiste nulla di più democratico della corsa. Nella squadra c’è posto per tutti: ci stanno i top, come Stefano (oggi ci ha portato il suo piccolo bellissimo bambino) e Raffaella che esprime leggerezza ed eleganza in ogni suo gesto. Ci stanno i forti e nella mia squadra sono veramente tanti. Ci stanno le donne bellissime e super toste. Ci sto io, che sono chi sono e il mio posto ce l’ho, come ce l’ha chiunque è sincero e leale, soprattutto con se stesso. Ci stanno tutti, sempre pronti e disposti a dare un mano a incoraggiare a spronare a guardare al positivo e a non guardare indietro mai.
Anna
I tempi dei nostri atleti all’11° Giro dei 4 Ponti
Pos. Ass. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
---|---|---|---|---|---|---|
7 | 2 | 2 | SANTINI STEFANO | MM40 | 35:47 | 3:28 |
24 | 3 | 232 | IONI GIAMPAOLO | MM45 | 38:49 | 3:46 |
37 | 8 | 236 | MANENTI MARCO | MM35 | 39:54 | 3:52 |
50 | 17 | 240 | SPADONI RAFFAELE | TM | 41:04 | 3:59 |
56 | 9 | 234 | LUCCIARINI CORRADO | MM45 | 41:18 | 4:01 |
64 | 11 | 239 | SERFILIPPI MAURO | MM45 | 41:41 | 4:03 |
65 | 14 | 222 | ALESSANDRONI DAVIDE | MM35 | 41:49 | 4:04 |
66 | 12 | 223 | AMANTINI LUIGI | MM40 | 41:52 | 4:04 |
73 | 16 | 228 | CATANI GIOVANNI | MM35 | 42:41 | 4:09 |
92 | 22 | 235 | MAGRINI GIUSEPPE | MM35 | 43:50 | 4:15 |
93 | 17 | 227 | CAMPANA MICHELE | MM40 | 43:55 | 4:16 |
120 | 26 | 231 | GIORGINI LORIS | MM40 | 45:27 | 4:25 |
121 | 4 | 452 | VALENTINI RAFFAELLA | MF45 | 45:27 | 4:25 |
141 | 29 | 238 | POLIDORI FILIPPO | MM35 | 46:45 PB | 4:32 |
151 | 29 | 225 | BIAGETTI CARLO | TM | 47:05 | 4:34 |
190 | 4 | 454 | PIERINI VERONICA | MF35 | 49:37 PB | 4:49 |
194 | 5 | 453 | SALVATORI ADELE | MF35 | 49:50 | 4:50 |
215 | 7 | 456 | DINI STEFANIA | MF40 | 50:51 | 4:56 |
234 | 10 | 226 | BOLOGNINI ERMETE | MM60 | 52:06 | 5:03 |
236 | 38 | 229 | DI LENA LORENZO | TM | 52:19 PB | 5:05 |
238 | 27 | 233 | LANI CLAUDIO | MM50 | 52:39 | 5:07 |
269 | 10 | 457 | ANGELI ANNA | MF40 | 58:25 | 5:40 |
270 | 46 | 237 | MORETTI DANILO | MM40 | 58:25 | 5:40 |
285 | 11 | 455 | DORMI STEFANIA | MF40 | 1:01:38 | 5:59 |
288 | 24 | 241 | TALOZZI GIAMPAOLO | MM55 | 1:07:46 PB | 6:35 |
24ª Pod. Notturna dei Vicoli e delle Mura, Urbino (Pu) – Km 8,6 – Mercoledì 1 Giugno 2011
Sapevo cosa mi aspettava questa sera.
Lo sapevo perchè, a differenza dei tanti chilometri inutili a girare attrono ai capannoni delle operose periferie industriali delle nostre ridenti cittadine, questi mattoncini che lastricano le antiche vie della meravigliosa Urbino, me li ricordavo bene. Mi sono rimasti in testa per un anno. Una corsa difficile per me, l’unica di tutte quelle che ho fatto che ho pensato veramente di mollare.
Perché ci vado? Sono stata tutto il giorno che a chiedermelo. Perché ci sei venuta? Mi ha chiesto Robert all’ultimo giro, quando lui che aveva finito e mi ha incontrato e ha fatto un pezzetto con me, per me. Lui defatigava, e io dovevo ancora arrivare.
Ho maturato una certa sicurezza in me stessa. Continuo a divertirmi facendo cose che mi costano molta fatica. Riesco ad andare avanti quando tutto di me mi dice che non posso farcela, o anche chi te lo fa fare. Non cedo alla mia debolezza che mi direbbe di smetterla, farla finita. Così ho urlato a Robert con gli ultimi rantoli di voce e a momenti morivo “Sono venuta perchè sono tostissima”.
Arriviamo in Piazza del Duomo e sembra di essere a un rave party, mi dicono che c’è il mercatino dei freaks. Vedo giovani vestiti di nero con abiti larghi e cadenti non troppo puliti e lunghi capelli arrotolati su se stessi, fumano molto di ogni cosa e bevono birra, vendono le loro collanine orecchini candele. Come ogni volta che vedo giovani così abbigliati prego Dio che i miei figli volessero evitare questa fase della crescita, perchè gli taglio i dread di notte, io. Mentre arriva il popolo dei runners: si mescolano le folle, pettorali e tatuaggi, odore di vaselina e di olio di canfora, insieme all’incenso. Raccolgono le loro cose e se ne vanno. Il gonfiabile si gonfia.
Facciamo un bel riscaldamento. Vedo molti volti noti, amici, oltre a Robert dal mare ci sono un sacco della squadra, i nuovi amici Veronica e Filippo, e tutti mi chiedono di Dani, ostaggio dei bimbi alla festa per la fine della scuola, con tanto di campeggio. Ci sono Alfio e Renato all’organizzazione. Intravvedo Fede che mi dice che sta male a un ginocchio e non corre, fa le foto. Quando ho visto dove si era posizionato con la macchina fotografica tutte le volte che passavo ho sempre riso di gioia, pensando che dietro l’obiettivo c’era lui. Era un punto di riferimento più della piazza. All’ultimo giro quando mi mancavano poche decine di metri l’ho visto che rimetteva a posto la sedia, oramai stavano smontavano il gonfiabile e transenne, e anche io ero arrivata.
Mi riscaldo un po’ nel gruppo mi sento carica mi sento bene. Sento che oramai non ho niente da dimostrare neanche a me stessa. Ringrazio il mio Dio che mi dà le gambe buone per essere qui anche quest’anno, vuole dire che sono in salute e che la voglia di andare ancora non mi molla, vuol dire che sono ancora viva e vegeta, come diceva qualcuno alive and kicking. Prima di partire ci fanno fare una strana melina di avanti e indietro. L’adrenalina sale. I miei amici scalpitano come cavalli al palo. Questa parte di ogni gara è fenomenale, si respira un sentimento di attesa e di aspettativa, attenzione e tensione.
Si parte. Quando inizia so che vada come vada alla fine ci arriverò, ad ogni costo, anche camminando. Fatico, soffro, è veramente dura. Il primo giro è come riaprire una ferita. In qualche angolo del mio cervello si riapre il cassetto di quella sera di un anno fa, e ricapisco tutto.
La gara come al solito sono impressione che fuggono. Non mi ricordo molto. Veloci, rapide idee.
Le gambe di quelli che mi doppiano, che trottano veloci e bellissime da vedere.
I sassi da evitare, qualche pozzanghera.
Un tornante bestiale sotto i torricini, che taglia le gambe e il fiato.
Il brivido dell’abbraccio della piazza dopo la discesa di fronte al duomo e passare in mezzo alla gente provando a sorridere.
La sedia di Federico.
Ma sopratutto il saluto degli amici che mi hanno sostenuto con una parola, con un grido, con un sorriso, con un dai dai dai. Tutti si sono fatti sentire. Alla fine poco dopo che mi aveva lasciato Robert, Giovanni mi è venuto a cercare, si preoccupava per me, che dolce, ti prendo l’acqua? No, sennò vomito, gli ho risposto. Senti che versi che faccio gli ho detto per respirare, lui mi aiutava a respirare, tra poco aiuterai tua moglie quando nascerà il vostro bambino, gli ho detto, sarai bravo.
Si accodano a noi Mauro e Raffaella, loro tre mi hanno portato fino in fondo e lasciato alla piazza, mi sembrava di avere tre angeli, i miei personali body guards mi sono sentita veramente sostenuta e amata per quello che sono, la più debole, ma anche la più forte, perchè non ho paura della mia debolezza e ci provo tutte le volte (e comunque vinco io, perchè non mollo mai). Ho sentito affetto e rispetto per quello che sono, nella mia fatica e nella mia debolezza non mi sono sentita nè stanca nè debole, perché non ero sola.
La gioia di essere arrivata è veramente tanta. Mi viene voglia di ringraziare tutti quanti mi hanno accompagnato in questa magica serata e in qualche modo permesso di arrivare in fondo. Sperando di essere ancora lì tra un anno, con la stessa voglia con la stessa grinta di adesso.
Anna
Clicca sulle immagini per vedere tutte le foto scattate da Valentina e Marco (quelle pubblicate in questa pagina sono solo alcune). Il servizio fotografico fatto da Federico è disponibile qui.
I tempi dei nostri atleti alla 24ª Pod. Notturna dei Vicoli e delle Mura
Pos. Ass. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
---|---|---|---|---|---|---|
3 | 1 | 5 | SANTINI STEFANO | MM40 | 30:15 | 3:31 |
21 | 4 | 69 | IONI GIAMPAOLO | MM45 | 32:26 | 3:46 |
52 | 10 | 62 | ALESSANDRONI DAVIDE | MM35 | 34:28 | 4:00 |
53 | 12 | 71 | SERFILIPPI MAURO | MM45 | 34:29 | 4:01 |
60 | 18 | 72 | SPADONI RAFFAELE | TM | 34:37 | 4:02 |
62 | 13 | 66 | CATANI GIOVANNI | MM35 | 34:58 | 4:04 |
64 | 16 | 70 | LUCCIARINI CORRADO | MM45 | 35:06 | 4:05 |
72 | 11 | 63 | AMANTINI LUIGI | MM40 | 35:24 | 4:07 |
83 | 13 | 67 | GIORGINI LORIS | MM40 | 36:24 | 4:14 |
85 | 15 | 65 | CAMPANA MICHELE | MM40 | 36:28 | 4:14 |
90 | 1 | 333 | VALENTINI RAFFAELLA | MF45 | 36:50 | 4:17 |
150 | 29 | 64 | BASSOTTI NICOLA | TM | 39:59 | 4:39 |
185 | 8 | 76 | BOLOGNINI ERMETE | MM60 | 42:25 | 4:56 |
188 | 22 | 75 | LANI CLAUDIO | MM50 | 42:30 | 4:57 |
225 | 7 | 332 | ANGELI ANNA | MF40 | 48:09 | 5:36 |
I tempi sono stati forniti dagli atleti stessi
Cliccare qui per vedere la classifica completa sul sito Uisp.
Il percorso GPX del 2010, scaricabile su Garmin:
In caso di problemi di visualizzazione del percorso, cliccare sul tasto “details”
31ª Corsa Podistica del Foglia, Montecchio (Pu) – Km 10 – Domenica 29 Maggio 2011
Che giornata ragazzi!
Le emozioni che ho vissuto, la polvere che ho respirato, l’asfalto che ho battuto. Alla fine sono scappata dalla piana della zona industriale, sole, gente sudata come me, capannoni, bicchieroni pieni di thè, dovevo andare e mi aspettavano altri amici per un pomeriggio super festivo, festoso e ad alto tasso alcolico. Da runner a festaiola, ma mi piace essere così, mai solo una.
In questi ultimi giorni mi è tornata una qualche voglia di misurarmi con me stessa, dopo mesi passati così, un po’ sospesa, priva di stimoli e reali motivazioni alla gara. Amo correre, è qualcosa che mi appartiene, fa parte di me, ma non amo la competizione, se non con me stessa, e anche quella non sempre. A volte dico, chi me lo fa fare di faticare, che tanto se fatico faccio invece che penultima, terzultima, allora tanto vale che vado tranquilla e rilassata a cercare farfalle, a pensare ai pensieri miei.
Perchè uno ride, ma non è facile trovare le motivazioni, dentro sè, ogni giorno, un qualche stimolo, una qualche spinta, per essere migliore, per spingere, per andare forte, per dare il massimo di quello che sono io. La fatica che io faccio per essere appena decente, qualcuno lo è per natura, e senza sforzo o senza nemmeno impegnarsi troppo. Così si capisce che a volte è frustrante. Ma c’è il grande cuore di Renato che oggi mi ha fatto veramente riflettere.
È venuto con me e mi ha portato fino al traguardo, fino a casa, faticavo, ero stanca non respiravo più, si è messo di fianco a me e mi ha tirato. Lui non pensa mai a se stesso, pensa sempre a noi, affinché possiamo stare bene e provare belle sensazioni.
Arrivo a Montecchio. Il solito pre-gara che conosco, volti, facce, amici, sorrisi, abbracci. Incontro persone, molte le stringo con affetto e con voglia di reincontrarle. Alcune mi sorridono, altre iniziano a parlare dei propri fatti, dei propri tempi, delle proprie prestazioni. Ho imparato a riconoscere nel tempo il “runner egocentrico” colui per cui esiste solo lui ed esiste solo la corsa. Non c’è altro che non la corsa, non si parla se non di quello.
Ecco oramai li annuso e devo dire “basta!”, io sono piena di cose tra cui la corsa, se volete parliamo un po’ raccontami quello che fai con chi stai dove vai come sei…
E invece la meraviglia sono le donne, che alcune sono eccezionali, bellissime e sicure, vere protagoniste del momento. Le mie amiche Ale Stefi Stefi Adele Raffa. Ecco loro le considero tutte delle persone vere e belle, e sono onorate di vestire gli stessi loro colori. Le sento vicine perchè so che l’affetto che nutriamo l’una per l’altra è pieno di solidarietà e non di competizione. Finalmente delle femmine vicine, sarà possibile? Lo è, lo sento. Fantastiche tutte.
Sono partita, come potevo sono arrivata. So come sono messa ora e comunque sono migliorata, il lavoro di questi ultimi giorni mi è stato d’aiuto. Mi sento bene.
All’ottavo ho pensato, non ci sarà più un altro ottavo, non passerò ancora di qui. Alla fine ho pensato chi è che mi corre dietro per passarmi. Non ci pensare e ho tirato fuori gli ultimi centesimi di fatica dalla tasca. Ma non sapevo che era Dani che aveva fatto un lungo inseguimento, e come sempre, come da tutta una vita, è riuscito a prendermi ma non a superarmi.
Anna
P.S.: questo post è dedicato ad Ermete che, come Alessandra, Stefania, Davide e Carlo, oggi ha migliorato il proprio Personal Best.
Per vedere tutte le foto scattate nel pregara, cliccare su una delle foto
I tempi dei nostri atleti alla 31ª Corsa Podistica del Foglia
Pos. Ass. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
---|---|---|---|---|---|---|
16 | 2 | 162 | SANTINI STEFANO | A | 34:30 | 3:27 |
82 | 14 | 88 | ALESSANDRONI DAVIDE | B | 38:57 PB | 3:54 |
87 | 13 | 215 | SERFILIPPI MAURO | D | 39:05 | 3:55 |
92 | 18 | 402 | SPADONI RAFFAELE | A | 39:12 | 3:55 |
117 | 22 | 216 | LUCCIARINI CORRADO | D | 40:16 | 4:02 |
119 | 21 | 87 | CATANI GIOVANNI | B | 40:21 | 4:02 |
125 | 26 | 422 | AMANTINI LUIGI | C | 40:32 | 4:03 |
155 | 34 | 430 | GIORGINI LORIS | C | 42:22 | 4:14 |
156 | 35 | 421 | CAMPANA MICHELE | C | 42:22 | 4:14 |
175 | 2 | 388 | VALENTINI RAFFAELLA | L | 43:10 | 4:19 |
193 | 28 | 401 | BIAGETTI CARLO | A | 44:11 PB | 4:25 |
255 | 6 | 362 | SALVATORI ADELE | H | 46:42 | 4:40 |
278 | 4 | 377 | DINI STEFANIA | I | 48:12 | 4:49 |
301 | 22 | 346 | BOLOGNINI ERMETE | G | 49:49 PB | 4:59 |
335 | 42 | 269 | LANI CLAUDIO | E | 53:22 | 5:20 |
347 | 7 | 376 | ANGELI ANNA | I | 54:33 | 5:27 |
348 | 65 | 150 | MORETTI DANILO | C | 54:34 | 5:27 |
349 | 45 | 268 | VALDARCHI RENATO | E | 54:35 | 5:28 |
356 | 13 | 363 | DORMI ALESSANDRA | H | 55:41 PB | 5:34 |
364 | 8 | 378 | DORMI STEFANIA | I | 57:46 PB | 5:47 |
La classifica completa è disponibile qui.
Per maggiori informazioni sulla gara, cliccare qui.
Il percorso GPX del 2010, scaricabile su Garmin:
In caso di problemi di visualizzazione del percorso, cliccare sul tasto “details”
13° Vivicittà, Urbino (Pu) – Km 11,5 – Domenica 3 Aprile 2011
Ho ritrovato la strada, quella strada cattiva e dolce che ti prende e ti porta, ti rinfresca e ti strema di fatica. Era molto tempo che non facevo fatica, non ne sento il bisogno, ora, in questo momento della mia vita, come adesso, di fare fatica. Così corro, certo che corro. E’ come respirare, come bere un bicchiere di acqua fresca o come mangiare un pezzo di pane. Corro e guardo le violette e le primule, corro e annuso l’aria e mi diverto e penso e ascolto. Non fatico. Non ne ho voglia.
Arrivo lì, è Urbino, indolente e magnifica. Pigra e bellissima. Tutto un su e giù, ad ammazzare le gambe e le intenzioni. E certo che lo so, che non la conosco Urbino? Conosco ogni taglio e scorciatoia. Invece no! Oggi dovevo farla tutta. Beh oggi ho faticato e non potevo farne a meno, dovevo arrivare in fondo a quella strada, l’unico mezzo era cercare un po’ di grinta e non fermarsi.
Mi ha accompagnata la voglia di sorridere e pensare al perchè facessi tutta quella fatica, un anno dopo, molto più scarsa, più scadente, più ferma. Perchè ho voglia di essere lì a misurarmi con me stessa? Dovevo essere lì per scoprire che ogni partenza è una vittoria, perchè comunque hai accettato di esserci e di partire.
Non solo io. Insieme a me altri che fanno parte del mio vivere e che mi fanno essere felice di avere passato una mattina in compagnia. Ricordo Veronica che è una forza e una potenza e Carla che ha un sorriso travolgente.
Una grande angoscia quando Claudio si è sentito male, e gli occhi preoccupati di Renato, e poi respirare di sollievo quando ho saputo che era stato solo un malore dovuto al caldo.
L’Adele la Stefy la Raffa, tre donne diverse, da ognuna delle quali ho qualcosa da imparare, a ciascuna di loro mi sento legata.
Luigi che è forte anche se sta male, perchè è forte e basta. Michele e la sua famiglia deliziosa. Stefano che è un campione, lo vedi che ha gli occhi della tigre, gli occhi del falco, rapaci e veloci, come le sue gambe fatte di puro slancio.
Giovanni, Corrado, Mauro, Ermete, Giampaolo, Dani e tutti gli amici che ritrovo, che incontro che saluto, con cui divido un attimo ma che fanno parte di me e del mio essere lì, anche oggi. Come gli amici delle altre squadre che mi incontrano e mi chiedono, allora, eccoti qui, finalmente, che bello essere qui, ancora noi.
Quesa mattina quando sono andata, dopo tutto questo tempo, mi sono chiesta, chissà se mi piacerà essere ancora lì. Fare tutto questo. Ancora. Ci sono stata. E ancora ha senso esserci per me.
Anna
Foto di Stefano Longhi – Clicca sulle immagini per vedere la galleria completa
I tempi dei nostri atleti alla 13ª Edizione del “Vivicittà”
Pos. Ass. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
---|---|---|---|---|---|---|
3 | 1 | 1 | SANTINI STEFANO | MM40 | 40:24 | 3:31 |
9 | 2 | 2 | IONI GIAMPAOLO | MM45 | 44:46 | 3:54 |
20 | 2 | 113 | SPADONI RAFFAELE | TM | 46:19 | 4:02 |
32 | 8 | 107 | CATANI GIOVANNI | MM35 | 47:40 | 4:09 |
36 | 9 | 112 | SERFILIPPI MAURO | MM45 | 48:06 | 4:11 |
43 | 11 | 110 | LUCCIARINI CORRADO | MM45 | 49:14 | 4:17 |
50 | 8 | 106 | CAMPANA MICHELE | MM40 | 50:10 | 4:22 |
53 | 9 | 103 | AMANTINI LUIGI | MM40 | 50:34 | 4:24 |
62 | 1 | 300 | VALENTINI RAFFAELLA | MF45 | 51:56 | 4:31 |
102 | 1 | 282 | SALVATORI ADELE | MF35 | 57:00 | 4:57 |
108 | 4 | 283 | DINI STEFANIA | MF40 | 57:31 | 5:00 |
128 | 8 | 105 | BOLOGNINI ERMETE | MM60 | 1:00:50 | 5:17 |
143 | 13 | 114 | VALDARCHI RENATO | MM50 | 1:03:22 | 5:31 |
PIERINI VERONICA | Non Comp. | 1:03:22 | 5:31 | |||
151 | 7 | 284 | ANGELI ANNA | MF40 | 1:06:12 | 5:45 |
152 | 28 | 111 | MORETTI DANILO | MM40 | 1:06:14 | 5:46 |
SPINETO CARLA | Non Comp. | 1:15:00 | 6:31 | |||
LANI CLAUDIO | MM50 | Infortunato | N/A |
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27ª FIRENZE MARATHON – Km 42,195 – Domenica 28 Novembre 2010
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La classifica completa è disponibile qui.
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C’è una sottile linea verde acido che segna come un nastro il percorso, il gomitolo di strade che bisogna fare. Correndo ci mettevo i piedi sopra e pensavo che ogni passo che facevo, era un passo che mi portava al traguardo.
La mia maratona è cominciata per scherzo. A una cena della squadra alcuni veterani, grandi maratoneti di esperienza e di risultati, la proposero a tutti, dicendo: è possibile! Potete farcela! Mentre loro parlavano persuasivi, io pensavo, “ma va’, non posso farcela, non sono un’atleta, sono una persona normalissima io, una mamma e non una ragazzina, non ho doti sportive eccezionali nè chissà che fisico adatto per la corsa di resistenza”.
Ma un tarlo è entrato in me. Perchè non accettare questa sfida? Perchè non mettermi alla prova ancora, per l’ennesima volta nella mia vita, e affrontare un’impresa all’apparenza impossibile. Così mi sono guardata allo specchio, ho visto una quarantenne pienamente dentro i suoi anni, ho detto “valà valà che non hai ancora dato tutto, puoi ancora stupire te stessa e gli altri intorno a te”. Così ho deciso di farlo.
E se decido di farlo, io lo faccio, cascasse il mondo, ma lo faccio, quello che a volte è un difetto, la caparbietà può essere un pregio, la volontà.
Ci sono riuscita grazie al fatto che Dani si è messo al mio fianco e ha deciso di stare con me in questa cosa. Senza di lui sarebbe stato molto più difficile. È stato il mio partner, il mio compagno, il mio amico, il mio avversario, il mio trainer, il mio motivatore, il mio aiuto, sempre. Prima era un po’ titubante, un giorno gli ho detto “Non mi mollare adesso, lo facciamo insieme, io e te, è una cosa nostra” lui ha risposto “Ok, ti accompagno, lo facciamo insieme”.
Arriviamo infine a Firenze, dopo quattro mesi di preparazione. Il sabato partiamo, ci fermiamo a mangiare in un ristorante delizioso ad Anghiari, decidiamo la strategia: la gara è un’incognita per noi, la maratona merita rispetto e suscita timore: noi non sappiamo se possiamo farcela, così decidiamo di stare insieme nella prima metà e macinare un po’ di chilometri, e poi che ognuno corresse la sua corsa.
Dani ha tagliato il traguardo poco dopo di me, e quei pochi minuti che l’ho aspettato all’arrivo sono stati brutti, senza di lui non riuscivo a essere contenta, infatti l’emozione è salita solo quando mi ha abbracciato e ci siamo stretti uno all’altra.
Ero infreddolita, bagnata fradicia, stanca, dovevamo toglierci da lì, continuava a diluviare e ora che ci eravamo fermati il freddo era devastante. Ma tutto il mio corpo si rifiutava di fare un altro passo. Ho avuto dieci minuti di distruzione totale, talmente provata da non sentire neanche gioia, solo male. Era arrivato IL MIO MURO, ma per fortuna la gara era finita. Sono stata programmata per 42.195 metri e non potevo fare uno di più.
L’altro momento terribile è stato alla partenza. Ricordo questo piazzale pieno all’inverosimile di gente: sembriamo tutti dei fantasmi, la pioggia è implacabile, non smette mai, anzi viene giù sempre più violenta, il vento è tagliente e gelido. Tra un mantello e l’altro incontriamo Jump un abbraccio una stretta, ci fa coraggio. Ricordo una coda interminabile per il bagno, e quei pochi istanti che ci passo dentro dove non piove: penso resto qui, non voglio tornare in quell’inferno. Dico a Dani questo è l’inferno e noi siamo i dannati.
Entriamo in griglia nella gabbia dei polli, di chi non ha il tempo, quindi tutta gente come noi, novellini e spaesati. Tutti incappucciati in questi sacchi verdi di plastica e con look anti-pioggia improbabili. Io mi sento disperata, letteralmente, senza speranza. Mi dico, già per me è una cosa difficile correre per quarantadue chilometri in una giornata fatta apposta per correre, oggi non ce la farò mai. Dopo i più di mille km fatti per la preparazione, dopo le due paia di scarpe che ho consumato, dopo che i miei bambini mi aspettano che ritorni a casa con la medaglia, dopo che ho preso l’antibiotico fino a ieri, dopo tutto quello che ho fatto per essere qui, devo affrontare ancora un imprevisto a un passo dalla fine. Per altro io non amo correre al freddo o con la pioggia, lo faccio se devo, ma ne soffro.
La preparazione della maratona è stata un filo verde lungo e sottile che è iniziato molto prima di Piazzale Michelangelo. È iniziato su e giù per le nostre meravigliose colline, è proseguito per buona parte dell’estate sulle spiaggie della riviera romagnola, si è srotolato fino a Berlino, a Pescara, e ovunque io fossi e ci fosse un po’ di strada, mi sono messa le scarpe e ci sono passata sopra di corsa. E adesso arriva una maledetta perturbazione atlantica tra due giorni bellissimi a buttare giù più acqua di quanto non ne sia venuta nell’ultimo mese. Allora dillo, Dio dei runners, che non ci vuoi bene a noi, dillo che ci vuoi mettere alla prova fino all’ultimo e vedere di che pasta siamo fatti.
Tengo gli occhi bassi per non avere l’acqua in faccia, ogni tanto li tiro sù per vedere lo sguardo rassegnato e incoraggiante di Dani che cerca di mandare vie le mie paure. Nel vuoto nel deserto totale di quel momento aprono le griglie e dico proviamo ad andare avanti, prendiamo il palloncino delle quattro ore e un quarto, so che Serena (con lei e altri amici abbiamo cenato la sera prima) è lì e vorrei trovarla. Ci facciamo strada in mezzo alla folla fino a che mi fermo, è impossibile in quel momento proseguire. Mi volto. Di fianco a me, esattamente di fianco a me, in mezzo a diecimila persone, spuntano da sotto una specie di turbante di plastica gli occhi ironici e sorridenti di Claudio (l’amico medico e maratoneta che con i suoi preziosi consigli e con la sua preparazione scientifica ci ha sostenuto in questi mesi, il nostro coach) che mi guardano furbi e tranquilli, come se mi aspettasero. Lui nessuno stupore. Ok, penso, “Dio hai ascoltato la mia preghiera, non vuoi che perda la speranza e sei venuto a darmi una mano e mi guardi da questo paio di occhi neri”. Dico se accade anche questo, tutto può accadere. Dico “questo è un buon segno, allora ce la posso fare”. Dico “chi ci aiuta e protegge trova sempre il modo di darci una mano, se gliela chiediamo forte”.
Poi partiamo piano piano sento uno che urla “siamo una massa di esauriti siamo da ricovero” e mi viene da ridere. Così inizio ridendo.
La corsa la ricordo bella. Un sacco di gente sempre. Un truppone di gente con cui correre insieme sempre. I primi dieci km fuggono, volano via in un lampo, siamo gasati dopo tutta quell’attesa, le gambe scalpitano, siamo dei cavalli che vogliono andare, la gente ci sostiene e ci applaude, io applaudo loro. Arriviamo alle Cascine, devo fare la pipì mi infratto nel parco dietro un cespuglio e vedo il serpentone immenso dietro di noi che mi passa tutto di fronte, li guardo e dico, al diavolo la privacy, me ne frego. Mi sento viva. Raggiungo Dani, sto bene, corro al mio ritmo, riesco a tenerlo. Mi fanno male i piedi, e mi dico non pensare che i piedi fanno male. Mi fermo, allento le scarpe. Mi fa male la caviglia, mi dico non pensare che la caviglia fa male. Ripeto come un mantra non fa male non fa male. Piove pioggia gelata e c’è vento, posso vincere la pioggia, posso vincere il vento, basta fare il prossimo passo e quello dopo ancora, ogni passo mi porta a casa, ogni passo mi porta dentro me stessa. Sono concentrata, non guardo i km, non voglio pensare a quanto ho fatto e a quanto mi manca (cosa che per esempio nei lunghi e nel lunghissimo mi è stato indispensabile per finire) evito le buche se posso, evito i marciapiedi, evito le pozzanghere, ma non sempre riesco, e quando metto il piede sento acqua gelata fino alle caviglie, piedi pesanti. Mi fermo ai ristori, mangio qualcosa, prendo i sali, ripartire è durissima, e solo dopo qualche centinaio di metri sento il beneficio della sosta. Si attraversa la città per andare allo stadio, una zona non bella, la gente ci guarda perplessa, non ci sono supporter che ci incitano ma fiorentini incavolati che vogliono prendere la macchina e non possono farlo: il punto estremo della gara, intorno al 30km.
Siamo al ritorno, si torna in città, la mia sorpresa di vedere Alfio e Renato con le loro belle mogli ad aspettarci e ad urlare in piazza, sotto quel diluvio, hanno fatto tutta quella strada per darci coraggio e applaudire, non ci posso credere, mi spuntano le ali ai piedi e gli ultimi chilometri li ho tirati anche per loro, e per la loro grande prova d’amicizia. L’arrivo è incosciente, non aspettavo che fosse subito, dopo la curva entra la piazza, l’abbraccio della gente che applaude, che mi sostiene per gli ultimi metri. La linea del traguardo. Non riesco a respirare per l’emozione, mi manca il fiato, la gola si chiude, ho passato trenta secondi pensando “che ridere, ora che è finita vado dalla Crocerossa a farmi dare ossigeno”.
Mi calmo, respiro, posso farcela, respiro, ce l’ho fatta, riesco a respirare e penso ho desiderato tanto una cosa che l’ho realizzata. Sono fiera di me. Non sono nessuno. Ho fatto un’impresa, sono un’eroina. Non sono forte. Sono fortissima. Ho seguito la linea verde. Galleggio sulla Piazza. Sono lì e contemporaneamente sono in tutta la strada che ho fatto. Aspetto Dani, mi abbraccia, piangiamo abbracciati.
Anna
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8° TROFEO NEFA, Rosciano di Fano (Pu) – Km 11,300 – Domenica 14 Novembre 2010
Mi chiedo cosa rimanga delle corse che facciamo.
Dentro tutti quei chilometri, a girare intorno a periferie di campagne o di capannoni, con certe curve a gomito, pestando l’asfalto sempre uguale, passando dritto davanti a case con i cani che perennemente abbaiano, i panni stesi delle domeniche di sole, gli anziani che ti guardano sbalorditi volontariamente faticare, loro che di fatica ne han fatta tanta e ora cercano di scansarla dove possono.
L’anno scorso avevo fatto questa corsa, e ora so che cosa mi era rimasto, molto più di quello che pensavo. L’anno scorso rientravo dall’infortunio, era la prima corsa con la squadra, avevo un’ansia di misurarmi e di fare bene, che mi aveva tolto il fiato e fatto correre strozzata. Questo lo ricordo, pensavo che sarei morta a fare un altro passo, anzi perchè non muoio, o almeno mi addormento, così al risveglio sarà solo un brutto sogno.
Quest’anno ho corso libera e senza orologio nella speranza di stare bene e divertirmi. Con il fiato a dettare il ritmo e le gambe tranquille ad inseguire. Passato un anno mi chiedo cosa ci spinga a rimetterci ogni volta in gioco e in discussione. La gioia di correre prima di tutto, la voglia di migliorare, il sentimento di libertà implicito nell’atto di correre… che a pensarci bene correre è fuggire si assomigliano… (c’è un proverbio di queste parti che dice: “tra il curra e il fuggia…”, tra correre e fuggire…).
Quando vedo quelli forti, non me che trotterello piano, ma certi cavalli di razza che vanno al galoppo, mi appare chiaro questo senso della fuga. Ma fuggire da cosa? Mi domando. Dagli obblighi, dal dovere fare, dal dover essere, dal dovere essere per forza quello che la tua vita pretende che tu sia. Così si corre per vivere qualcosa di diverso da quello che a ognuno tocca.
Dove nasce l’equivoco? Non riuscire a reggere la libertà del gesto, e diventare prigioneri dell’esito, che non sempre è quello che vorremmo che fosse. Ma se si trova un equilibrio adulto tra gioia, sfida, slancio, competizione, gioco, lealtà, passione, sportività, allora una mattina come quella di oggi non me la dimenticherò di sicuro, e sarà un altro mattoncino con cui costruire la mia casa di signora runner delle retrovie delle corse, fiera e orgogliosa di esserlo.
Partiti da casa con un bel sole freddo, verso il mare l’aria diventava nebbiosa e umida, di una nebbia latte che impediva quasi di vedere la strada e dava un senso di irrealtà e di sogno. Volevo restare nel tepore della macchina dentro le mie giacche a girare in tondo senza arrivare. Le persone erano tante in un grande spazio commerciale che sembrava una giostra, un circo, un teatro. Non distinguevo i contorni, i tratti, le figure. Ma come è prepotente la vita: arriviamo e vedo un sacco di amici tutti sorridenti e allegri e pieni di speranze e aspettative, così mi sveglio, mi carico, mi preparo.
Che gusto vedere la presenza femminile che cresce, oggi la nostra squadra brilla per l’arrivo di due luminose atlete, con cui sarà bello e piacevole dividere preparazione e gare: Alessandra e Stefania, non mollate!
Scambio qualche parola con qualcuno, mi chiedono tutti come va la preparazione per la maratona. Quello che mi sento di condividere più o meno con chi ha la pazienza di ascoltare nei vari lunghi che ho fatto è il concetto di “altro mondo” che ho sperimentato dopo i 30km. Ho fatto tutto quello che dovevo fare, ho fatto tutto giusto, soldato Jane della tabella, più di 1000km in poco più di tre mesi, ma quando supero certe distanze quello che accade resta un mistero in cui entrano in discussione molte variabili, oltre al cuore e alle gambe, principalmente entra in gioco la testa. Mi consolo pensando a quanto è dura la mia, non mi mollerà proprio alla fine.
La gara è andata bene, non ho tirato troppo, non ho sofferto troppo, non ho tirato poco, non ho sofferto poco. Non ho dato tutto, questo è strano per me, ma non era oggi il giorno. Aspetto il mio, quando sarà il momento.
All’arrivo divertente vedere i miei compagni che mi incitavano e il gonfiabile che non arrivava mai, io che chiedevo a chiunque ma quanto manca? E poi aspettare le ragazze per incitare pure loro.
Ma la cosa più bella che ho visto a Rosciano di Fano questa mattina di novembre sono stati i tre bimbi della Stefania, che con il loro dolce sorriso mi hanno illuminato nella strada del ritorno a casa.
Anna Angeli
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I tempi dei nostri atleti
NOME E COGNOME | TEMPO ARRIVO | REAL TIME | MEDIA KM | POSIZIONE ASS. | POSIZIONE CAT. |
---|---|---|---|---|---|
Raffaele Spadoni | 00:42:46 | 00:42:45 | 03:47 | 51 | 14 – A |
Mauro Serfilippi | 00:44:42 | 00:44:39 | 03:57 | 79 | 16 – C |
Davide Alessandroni | 00:45:38 | 00:45:21 | 04:02 | 91 | 22 – B |
Giampaolo Ioni | 00:46:06 | 00:46:01 | 04:04 | 95 | 19 – C |
Valter Olivieri | 00:46:07 | 00:46:02 | 04:04 | 96 | 20 – C |
Michele Campana | 00:46:11 | 00:45:59 | 04:05 | 98 | 24 – B |
Loris Giorgini | 00:47:12 | 00:47:10 | 04:10 | 117 | 26 – B |
Raffaella Valentini | 00:47:41 | 00:47:38 | 04:13 | 131 | 2 – M |
Adele Salvatori | 00:51:16 | 00:51:02 | 04:32 | 191 | 6 – M |
Luigi Amantini | 00:51:17 | 00:51:00 | 04:32 | 192 | 36 – C |
Stefania Dini | 00:52:44 | 00:52:28 | 04:40 | 214 | 11 – M |
Danilo Moretti | 00:52:58 | 00:52:42 | 04:41 | 219 | 39 – C |
Nicola Bassotti | 00:55:11 | 00:54:57 | 04:53 | 243 | 41 – A |
Claudio Lani | 00:56:43 | 00:56:22 | 05:01 | 254 | 34 – E |
Ermete Bolognini | 00:56:44 | 00:56:21 | 05:01 | 255 | 7 – G |
Anna Angeli | 00:57:29 | 00:57:12 | 05:05 | 264 | 17 – M |
Alessandra Dormi | 01:04:12 | 01:03:53 | 05:40 | Non Comp. | Non Comp. |
Renato Valdarchi | 01:04:12 | 01:03:53 | 05:40 | 295 | 43 – D |
Stefania Dormi | 01:07:44 | 01:07:23 | 05:59 | 301 | 20 – M |
Matteo Serfilippi | 00:29:00 6Km | n/d | 04:50 | Non Comp 6Km | 2 – Alievi |
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28ª CORRISMIRRA, Smirra di Cagli (Pu) – Km 10 – Domenica 1/11/2010
Mi piace l’autunno, soprattutto mi piace questo periodo in cui gli aceri, i tigli, le betulle, i pioppi cambiano colore. Per andare alla Smirra guardavo gli alberi e vedevo un trionfo di rosso, arancio, giallo, ruggine, ocra che rendevano meno grigio un cielo in realtà quasi plumbeo.
Questa mattina verso l’alba pioveva forte, e ho chiesto a qualche dio dei runners che fosse buono con noi e che ci graziasse quell’oretta. Lo so, lo so che correre sotto la pioggia ha il suo fascino e che fortifica, ma in questo momento essendo tirata la coperta della fatica e dell’impegno, bisogna semplificare dove si può.
Arrivo al campo e mi trovo subito dentro il bell’ambiente della corsa, gente in tuta che chiacchiera, chi fa le iscrizioni, saluti e discorsi, visi noti e meno noti ma che ogni volta diventano più familiari, e poi un sacco di gente… la mia squadra! Oggi uno squadrone, dato che eravamo ben 16, in una gara vicino casa dove tutti volevano e potevano fare bene.
Riesco a fare due chiacchiere con le mie colleghe Adele, Stefania e Raffaella, i tre sorrisi più belli che girano lì intorno. Ritrovo Luigi, che è ai box da qualche settimana per dei fastidiosi dolori alla schiena, parlo con Valter riguardo alla preparazione della maratona. Renato è sempre sorridente e accogliente, un vero innamorato dello sport e anche grande sportivo, sempre pronto a sostenere e incoraggiare tutti, saluto Claudio ed Ermete che dimostrano come ci si possa sempre migliorare andando avanti con passione e costanza, Raffaele mi chiede del mio “volo d’angelo” dell’ultimo volta e io mi complimento per il tempone di Carpi 1,21 sulla mezza, suo PB. Mauro è sempre scherzoso e sorridente, una persona di grande affabilità, Davide mi racconta che ieri ha fatto le sue gare di motocross, Giovanni corre da poco ma sta ottenendo risultati di tutto rispetto, Michele in un anno sullo stesso percorso è cresciuto tantissimo. Intanto il grande campione Stefano si prepara: prima della gara è sempre estremamente concentrato.
Mi avevano detto che era un percorso pianeggiante, ma forse bisogna capirsi su cosa vuole realmente dire la parola pianeggiante! E non era oggi, e non era qui. Dislivello 60 metri totali per la maggior parte distributi in una salita centrale lunga 500 metri con dislivello di 40 metri, che tagliano le gambe e il fiato. Da Smirra e Cagli e ritorno, con il giro di boa nella piazza del paese.
Ho corso tranquilla e piuttosto rilassata, ad un ritmo per me piuttosto veloce, ma senza morire (tranne nell’ultimo chilometro quando la Raffaella mi è venuta a prendere e si è fatta in souplesse quello che per me era un finale all’ultimo respiro) correre qualche minuti con lei al fianco è stata una gioia e un supplizio, avrei voluto rallentare per faticare meno ma anche chiudere gli occhi e come un cieco farmi portare dal suo passo al mio fianco.
I campioni della squadra sono arrivati bene come sempre, il livello è sempre alto: tra gli uomini Stefano Santini è arrivato 7° assoluto e tra le donne Raffaella Valentini è 3° assoluta. Danilo è contentissimo perchè ha fatto il suo personale sui 10 km, in una gara non facile nè poco impegnativa.
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Non ho dati in mano, ma questa mattina mi è sembrato vedere molti ragazzi giovanissimi gareggiare, sia maschi sia femmine. Sarebbe bello sperare che queste competizioni possano attrarre a sè un numero sempre crescente di giovani, e che nasca e si diffonda una cultura maggiore che parli di corsa. Ho riflettuto perchè ho visto un runner con la sua giovanissima e deliziosa figlia, non avrà avuto più di 14 anni, che con nessuna fatica, a un buon passo, mi hanno superato. Ho pensato che questo potrà essere forse il modo in cui la corsa arriverà ai giovani. Padri innamorati dello sport che coinvolgono i loro figli adolescenti verso obiettivi impegnativi ma realizzabili. Vedere correre un padre e una figlia è qualcosa che mi è piaciuto moltissimo, e credo che dentro ci sia qualcosa di importante.
L’arrivo è stato una goduria, sono arrivata sfinita ma euforica di avere concluso bene e senza troppo sentire il peso dei 270Km fatti ad ottobre, piena di stimoli e di voglia di correre ancora.
Anna Angeli
I tempi dei nostri atleti
NOME E COGNOME | TEMPO | MEDIA | NOTE |
---|---|---|---|
Stefano Santini | 33:50 | 3:23 | 7° assoluto uomini |
Valter Olivieri | 38:10 | 3:49 | |
Raffaele Spadoni | 38:10 | 3:49 | |
Davide Alessandroni | 40:02 | 4:00 | New Personal Best |
Giovanni Catani | 40:04 | 4:00 | New Personal Best |
Mauro Serfilippi | 40:10 | 4:01 | |
Raffaella Valentini | 41:26 | 4:09 | 3a assoluta donne |
Michele Campana | 41:36 | 4:10 | New Personal Best |
Luigi Amantini | 43:00 | 4:18 | |
Adele Salvatori | 46:10 | 4:37 | New Personal Best |
Stefania Dini | 48:35 | 4:52 | |
Danilo Moretti | 48:35 | 4:52 | New Personal Best |
Ermete Bolognini | 50:10 | 5:01 | New Personal Best |
Renato Valdarchi | 50:10 | 5:01 | New Personal Best |
Anna Angeli | 50:53 | 5:05 | |
Claudio Lani | 50:57 | 5:06 | New Personal Best |