35ª Maratonina Porto Recanati, Porto Recanati (Mc) – Km 21,097 – Domenica 18 Settembre 2011
Si comincia dalla fine. Siamo in tre, io Dani e Jump. Torniamo alla macchina e c’è la multa per il ticket scaduto. La gara iniziava alle 9, il permesso era fino alle 11, eravamo già a mezzogiorno, così i simpatici vigili di Porto Recanati hanno avuto modo di prendersi un po’ di accidenti, non tanto per i miseri 24 euro, quanto per la barbonitudine dimostrata. In una mattina come questa, in questo strano settembre che sembra luglio (senonchè a luglio sembrava ottobre) con un sole e un caldo a rendere ancora più pesante ogni affanno.
C’è il sole, c’è la strada bianca e polverosa, non c’è un albero, solo campi e stoppie tutto intorno. Guardo davanti e dico benvenuti all’inferno, ed ecco i dannati, ansanti sudati fradici sfiniti. Pochi giorni fa avevo fatto gli stessi km per conto mio un mattino presto, con il freschino della notte che aveva appena lasciato le colline e ricordavo un piacere e un gusto che questa mattina non ho mai e dico mai rivissuto. Solo caldo, e fino a un certo punto il timore di non farcela. “Ok mi fermo, no ancora no, ancora un po’, vado avanti, arrivo al ristoro, un paio di chilometri devastanti tra i sette e i nove, poi va bene sono a metà, poi ancora me ne mancano meno di dieci, tornerò a casa anche questa volta”. Eccola la mia ambizione qual è, l’unica – portare a casa la pelle, senza farmi troppo male, if possible.
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3° Trofeo Bagno di Romagna Terme, B. di Romagna (Fc) – Km 14,6 – Domenica 7 Agosto 2011
Ieri ho conosciuto Lucia. Così inizia il racconto della mia gara a Bagno, perché Lucia fa interamente parte della gara di ieri ed è il bello di quello che ti succede a volte quando sei lì a schiattare di fatica e incontri un sorriso allegro e luminoso che ti rinfranca e ti accompagna fino alla fine. Ma partiamo con ordine.
Bagno di Romagna è un paese delizioso arrampicato sulle colline dell’Appennino Romagnolo, famoso per le acque termali, gli alberghi di lusso e il buon cibo.
Mi dice Dani che c’è una gara lì la domenica alle cinque. Si prevedono 35 gradi, ma per sfuggire alla spiaggia farei anche il salto triplo carpiato e dico va be’ non sarà poi peggio di Carpegna. Il guaio di quando fai certe gare è che poi ti senti forte e dici, se ho fatto quella posso fare pure questa, e insomma è una specie di cane che si mangia la coda e non se ne esce più.
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11° Giro del Monte Carpegna, Carpegna (Pu) – Km 15,5 – Domenica 31 Luglio 2011
L’unica volta che ho incontrato Pantani, io avrò avuto poco più di vent’anni, e anche lui, perché avevamo la stessa età. Lui passeggiava sulla spiaggia di Cesenatico con due suoi amici. Stava già cominciando ad essere famoso e la gente lo indicava. Lo ricordo minuto, un fascio di muscoli, con il segno bianconero dell’abbronzatura della maglietta e del pantaloncino. Sorrideva e camminava svelto. Quando si passava davanti alla sua villa, c’erano sempre fans affezionati ad aspettarlo. Non io, che all’epoca badavo poco alla sua figura. Ma per gli appassionati stava diventando leggenda, per quella capacità unica di soffrire e di essere il più forte, ma così vicino, così umano. Una vacanza in montagna,il pomeriggio davanti alla tele, il 1998 e lui che trionfava al Giro. Ed io che lo rispettavo come rispetto quelli forti, ma forti, di un´altra galassia.
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7ª Scalata al Castello, Piagge (Pu) – Km 8,5 – Sabato 23 Luglio 2011
Chi ha dei bambini in età scolare sa cosa significhi l’enorme buco dell’estate, più di tre mesi di vuoto e di galleggiamento su una stagione bella ed entusiasmante, ma tutta da riempire.
Siamo in estare, le ore di luce e sole sono tantissime, ma per me la possibilità di allenarmi in queste settimane sono poche o nulle. Mare spiaggia asciugamani sabbia. Mi sfinisco di questo. Così quando mi è stata proposta questa serata ho acchiappato al volo l’occasione per scappare dalla mitica riviera romagnola, che oramai non la posso più vedere.
Allora andiamo a Piagge, un paesino della splendida zona collinare che sovrasta Fano, che ho imparato a conoscere in questi mesi, in quanto sede di varie gare del circuito “correre per correre” a cui la mia squadra partecipa.
31ª Caccia alla Rana, Barchi (Pu) – Km 11,800 – Sabato 25 Giugno 2011
È mezzanotte, canta l’orologio in cucina un trillo sommesso, come conviene di notte ma non riesco a dormire: quando corro la sera succede così, sono stanca fisicamente ma sveglia e all’erta.
Rane non ce n’erano alla caccia alla rana, le avranno finite tutte che sono trentun’anni che le cacciano, povere. Sì invece le lucciole, tante, a migliaia: c’erano solo loro a illuminare la strada verso la fine e hanno reso questa serata ancora più magica di quanto già non fosse.
Una gara bellissima, in un posto che sembra di essere sul set di un film medioevale, con il castello e i merli, la piazza del castello che ti aspetti che escano le cortigiane dal portone, le mura, i torrioni. Guardo questo paese che sembra finto, che sembra uno scherzo da quanto è perfetto, mi incanto.
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11° Giro dei 4 Ponti – Il diario di Anna
300 persone si sono svegliate presto una mattina di giugno di quasi estate, per ritrovarsi insieme in una bella piazza di vento, piazza di paese, e per fare un giro in uno dei più suggestivi scorci delle nostre colline ora bionde di grano che trabocca.
La concitazione della partenza, un apparente caos che è frutto del lavoro di molti che spendono intere giornate del loro tempo ad organizzare e a preparare ogni minimo dettaglio. So che niente è lasciato al caso e che tutto andrà dove deve andare. La macchina è in moto e i 364 giorni che sono passati non hanno cambiato di una virgola l’entusiasmo e l’impegno di chi, come Renato, cerca di fare in modo che tutto vada bene e che tutti siano contenti.
Partiamo un attimo prima, siamo troppo avanti! Prima dei coriandoli, che se li gusta il pubblico. Strettoia, discesa, primo ponte, il semaforo, fino lì è uno scherzo, poi a destra e so che quella salitella è infernale, è lì il punto che taglia il fiato, l’ho fatta troppe volte per non saperlo. Non ho l’orologio, vivo le mie sensazioni, corro, caldo, i km passano, incrocio i primi, i più bravi ci mettono la metà di me, sono curiosa, li guardo, qualcuno soffre tanto, altri sono più rilassati, Jump e Robyguidi addirittura mi salutano, mi incoraggiano. La strada è un ombrello di sole e cielo azzurro sopra di noi, i cicilisti mi salutano vaibiondavai (a me, bionda?), si gira al quinto verso la casa dove incontro i bimbi della Stefi, prima della chiesa di San Giorgio, mi danno le spugne fresche, sono giocosi e ridenti. L’arsura e il caldo sono difficili da gestire, ma riesco a sorridere alle loro faccine aperte. So che da lì si ritorna verso casa. Si passa in mezzo al campo e poi di nuovo a Urbania.
Passando ricordo che quando abbiamo fatto il video c’era l’erba alta, ora c’è solo sole. Però mi piace lì, se devo pensare alla corsa di oggi mi viene in mente quel posto e quel momento preciso, e Fede dietro il cespuglio che fa le foto. È quell’istante mi resterà, grazie ad un bellissimo scatto di Federico, in una foto che mi rappresenta nella fatica e nel coraggio, nella voglia e nella paura, nello sconforto e nella passione. Come spiegare tutto questo a chi pensa che la corsa sia solo un risultato?
La strada è un nastro sinuoso che diventa galleria di alberi rinfrescanti, vedo i miei compagni di strada di oggi, le schiene fradicie, i passi incerti, tra volontà e fatica. Si scende, vento, le prime case, la strada, l’incoraggiamento di Mara che da Gubbio è venuta fino qui pur non potendo correre, per respirare un po’ di quest’aria insieme allegra e sofferta.
Sento che Dani è al mio fianco mancano pochi metri. Oggi è il suo compleanno, arriviamo insieme, è un bel modo di festeggiare un arrivo, che per noi è anche un ritorno. Un giro di un anno. In piazza c’è la mia piccola sirena (lei sì bionda!) ad aspettarmi e a fare il tifo per me, la vedo allegra e felice, e tant’è, a me basta questo per sentirmi vincente, la numero uno.
In piazza tutti, una grande festa, sudati allegri a mangiare il melone, si parla della gara, chi è contento chi no, chi ha vinto, chi ha perso, ci sono un sacco di campioni, gente fortissima. Una bella gara, una gara dura, che merita di diventare grande, come il cuore di chi la prepara.
Non esiste nulla di più democratico della corsa. Nella squadra c’è posto per tutti: ci stanno i top, come Stefano (oggi ci ha portato il suo piccolo bellissimo bambino) e Raffaella che esprime leggerezza ed eleganza in ogni suo gesto. Ci stanno i forti e nella mia squadra sono veramente tanti. Ci stanno le donne bellissime e super toste. Ci sto io, che sono chi sono e il mio posto ce l’ho, come ce l’ha chiunque è sincero e leale, soprattutto con se stesso. Ci stanno tutti, sempre pronti e disposti a dare un mano a incoraggiare a spronare a guardare al positivo e a non guardare indietro mai.
Anna
I tempi dei nostri atleti all’11° Giro dei 4 Ponti
| Pos. Ass. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 7 | 2 | 2 | SANTINI STEFANO | MM40 | 35:47 | 3:28 |
| 24 | 3 | 232 | IONI GIAMPAOLO | MM45 | 38:49 | 3:46 |
| 37 | 8 | 236 | MANENTI MARCO | MM35 | 39:54 | 3:52 |
| 50 | 17 | 240 | SPADONI RAFFAELE | TM | 41:04 | 3:59 |
| 56 | 9 | 234 | LUCCIARINI CORRADO | MM45 | 41:18 | 4:01 |
| 64 | 11 | 239 | SERFILIPPI MAURO | MM45 | 41:41 | 4:03 |
| 65 | 14 | 222 | ALESSANDRONI DAVIDE | MM35 | 41:49 | 4:04 |
| 66 | 12 | 223 | AMANTINI LUIGI | MM40 | 41:52 | 4:04 |
| 73 | 16 | 228 | CATANI GIOVANNI | MM35 | 42:41 | 4:09 |
| 92 | 22 | 235 | MAGRINI GIUSEPPE | MM35 | 43:50 | 4:15 |
| 93 | 17 | 227 | CAMPANA MICHELE | MM40 | 43:55 | 4:16 |
| 120 | 26 | 231 | GIORGINI LORIS | MM40 | 45:27 | 4:25 |
| 121 | 4 | 452 | VALENTINI RAFFAELLA | MF45 | 45:27 | 4:25 |
| 141 | 29 | 238 | POLIDORI FILIPPO | MM35 | 46:45 PB | 4:32 |
| 151 | 29 | 225 | BIAGETTI CARLO | TM | 47:05 | 4:34 |
| 190 | 4 | 454 | PIERINI VERONICA | MF35 | 49:37 PB | 4:49 |
| 194 | 5 | 453 | SALVATORI ADELE | MF35 | 49:50 | 4:50 |
| 215 | 7 | 456 | DINI STEFANIA | MF40 | 50:51 | 4:56 |
| 234 | 10 | 226 | BOLOGNINI ERMETE | MM60 | 52:06 | 5:03 |
| 236 | 38 | 229 | DI LENA LORENZO | TM | 52:19 PB | 5:05 |
| 238 | 27 | 233 | LANI CLAUDIO | MM50 | 52:39 | 5:07 |
| 269 | 10 | 457 | ANGELI ANNA | MF40 | 58:25 | 5:40 |
| 270 | 46 | 237 | MORETTI DANILO | MM40 | 58:25 | 5:40 |
| 285 | 11 | 455 | DORMI STEFANIA | MF40 | 1:01:38 | 5:59 |
| 288 | 24 | 241 | TALOZZI GIAMPAOLO | MM55 | 1:07:46 PB | 6:35 |
24ª Pod. Notturna dei Vicoli e delle Mura, Urbino (Pu) – Km 8,6 – Mercoledì 1 Giugno 2011

Sapevo cosa mi aspettava questa sera.
Lo sapevo perchè, a differenza dei tanti chilometri inutili a girare attrono ai capannoni delle operose periferie industriali delle nostre ridenti cittadine, questi mattoncini che lastricano le antiche vie della meravigliosa Urbino, me li ricordavo bene. Mi sono rimasti in testa per un anno. Una corsa difficile per me, l’unica di tutte quelle che ho fatto che ho pensato veramente di mollare.
Perché ci vado? Sono stata tutto il giorno che a chiedermelo. Perché ci sei venuta? Mi ha chiesto Robert all’ultimo giro, quando lui che aveva finito e mi ha incontrato e ha fatto un pezzetto con me, per me. Lui defatigava, e io dovevo ancora arrivare.
Ho maturato una certa sicurezza in me stessa. Continuo a divertirmi facendo cose che mi costano molta fatica. Riesco ad andare avanti quando tutto di me mi dice che non posso farcela, o anche chi te lo fa fare. Non cedo alla mia debolezza che mi direbbe di smetterla, farla finita. Così ho urlato a Robert con gli ultimi rantoli di voce e a momenti morivo “Sono venuta perchè sono tostissima”.
Arriviamo in Piazza del Duomo e sembra di essere a un rave party, mi dicono che c’è il mercatino dei freaks. Vedo giovani vestiti di nero con abiti larghi e cadenti non troppo puliti e lunghi capelli arrotolati su se stessi, fumano molto di ogni cosa e bevono birra, vendono le loro collanine orecchini candele. Come ogni volta che vedo giovani così abbigliati prego Dio che i miei figli volessero evitare questa fase della crescita, perchè gli taglio i dread di notte, io. Mentre arriva il popolo dei runners: si mescolano le folle, pettorali e tatuaggi, odore di vaselina e di olio di canfora, insieme all’incenso. Raccolgono le loro cose e se ne vanno. Il gonfiabile si gonfia.
Facciamo un bel riscaldamento. Vedo molti volti noti, amici, oltre a Robert dal mare ci sono un sacco della squadra, i nuovi amici Veronica e Filippo, e tutti mi chiedono di Dani, ostaggio dei bimbi alla festa per la fine della scuola, con tanto di campeggio. Ci sono Alfio e Renato all’organizzazione. Intravvedo Fede che mi dice che sta male a un ginocchio e non corre, fa le foto. Quando ho visto dove si era posizionato con la macchina fotografica tutte le volte che passavo ho sempre riso di gioia, pensando che dietro l’obiettivo c’era lui. Era un punto di riferimento più della piazza. All’ultimo giro quando mi mancavano poche decine di metri l’ho visto che rimetteva a posto la sedia, oramai stavano smontavano il gonfiabile e transenne, e anche io ero arrivata.
Mi riscaldo un po’ nel gruppo mi sento carica mi sento bene. Sento che oramai non ho niente da dimostrare neanche a me stessa. Ringrazio il mio Dio che mi dà le gambe buone per essere qui anche quest’anno, vuole dire che sono in salute e che la voglia di andare ancora non mi molla, vuol dire che sono ancora viva e vegeta, come diceva qualcuno alive and kicking. Prima di partire ci fanno fare una strana melina di avanti e indietro. L’adrenalina sale. I miei amici scalpitano come cavalli al palo. Questa parte di ogni gara è fenomenale, si respira un sentimento di attesa e di aspettativa, attenzione e tensione.
Si parte. Quando inizia so che vada come vada alla fine ci arriverò, ad ogni costo, anche camminando. Fatico, soffro, è veramente dura. Il primo giro è come riaprire una ferita. In qualche angolo del mio cervello si riapre il cassetto di quella sera di un anno fa, e ricapisco tutto.
La gara come al solito sono impressione che fuggono. Non mi ricordo molto. Veloci, rapide idee.
Le gambe di quelli che mi doppiano, che trottano veloci e bellissime da vedere.
I sassi da evitare, qualche pozzanghera.
Un tornante bestiale sotto i torricini, che taglia le gambe e il fiato.
Il brivido dell’abbraccio della piazza dopo la discesa di fronte al duomo e passare in mezzo alla gente provando a sorridere.
La sedia di Federico.
Ma sopratutto il saluto degli amici che mi hanno sostenuto con una parola, con un grido, con un sorriso, con un dai dai dai. Tutti si sono fatti sentire. Alla fine poco dopo che mi aveva lasciato Robert, Giovanni mi è venuto a cercare, si preoccupava per me, che dolce, ti prendo l’acqua? No, sennò vomito, gli ho risposto. Senti che versi che faccio gli ho detto per respirare, lui mi aiutava a respirare, tra poco aiuterai tua moglie quando nascerà il vostro bambino, gli ho detto, sarai bravo.
Si accodano a noi Mauro e Raffaella, loro tre mi hanno portato fino in fondo e lasciato alla piazza, mi sembrava di avere tre angeli, i miei personali body guards mi sono sentita veramente sostenuta e amata per quello che sono, la più debole, ma anche la più forte, perchè non ho paura della mia debolezza e ci provo tutte le volte (e comunque vinco io, perchè non mollo mai). Ho sentito affetto e rispetto per quello che sono, nella mia fatica e nella mia debolezza non mi sono sentita nè stanca nè debole, perché non ero sola.
La gioia di essere arrivata è veramente tanta. Mi viene voglia di ringraziare tutti quanti mi hanno accompagnato in questa magica serata e in qualche modo permesso di arrivare in fondo. Sperando di essere ancora lì tra un anno, con la stessa voglia con la stessa grinta di adesso.
Anna
Clicca sulle immagini per vedere tutte le foto scattate da Valentina e Marco (quelle pubblicate in questa pagina sono solo alcune). Il servizio fotografico fatto da Federico è disponibile qui.
I tempi dei nostri atleti alla 24ª Pod. Notturna dei Vicoli e delle Mura
| Pos. Ass. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 3 | 1 | 5 | SANTINI STEFANO | MM40 | 30:15 | 3:31 |
| 21 | 4 | 69 | IONI GIAMPAOLO | MM45 | 32:26 | 3:46 |
| 52 | 10 | 62 | ALESSANDRONI DAVIDE | MM35 | 34:28 | 4:00 |
| 53 | 12 | 71 | SERFILIPPI MAURO | MM45 | 34:29 | 4:01 |
| 60 | 18 | 72 | SPADONI RAFFAELE | TM | 34:37 | 4:02 |
| 62 | 13 | 66 | CATANI GIOVANNI | MM35 | 34:58 | 4:04 |
| 64 | 16 | 70 | LUCCIARINI CORRADO | MM45 | 35:06 | 4:05 |
| 72 | 11 | 63 | AMANTINI LUIGI | MM40 | 35:24 | 4:07 |
| 83 | 13 | 67 | GIORGINI LORIS | MM40 | 36:24 | 4:14 |
| 85 | 15 | 65 | CAMPANA MICHELE | MM40 | 36:28 | 4:14 |
| 90 | 1 | 333 | VALENTINI RAFFAELLA | MF45 | 36:50 | 4:17 |
| 150 | 29 | 64 | BASSOTTI NICOLA | TM | 39:59 | 4:39 |
| 185 | 8 | 76 | BOLOGNINI ERMETE | MM60 | 42:25 | 4:56 |
| 188 | 22 | 75 | LANI CLAUDIO | MM50 | 42:30 | 4:57 |
| 225 | 7 | 332 | ANGELI ANNA | MF40 | 48:09 | 5:36 |
I tempi sono stati forniti dagli atleti stessi
Cliccare qui per vedere la classifica completa sul sito Uisp.
Il percorso GPX del 2010, scaricabile su Garmin:
In caso di problemi di visualizzazione del percorso, cliccare sul tasto “details”
31ª Corsa Podistica del Foglia, Montecchio (Pu) – Km 10 – Domenica 29 Maggio 2011
Che giornata ragazzi!
Le emozioni che ho vissuto, la polvere che ho respirato, l’asfalto che ho battuto. Alla fine sono scappata dalla piana della zona industriale, sole, gente sudata come me, capannoni, bicchieroni pieni di thè, dovevo andare e mi aspettavano altri amici per un pomeriggio super festivo, festoso e ad alto tasso alcolico. Da runner a festaiola, ma mi piace essere così, mai solo una.
In questi ultimi giorni mi è tornata una qualche voglia di misurarmi con me stessa, dopo mesi passati così, un po’ sospesa, priva di stimoli e reali motivazioni alla gara. Amo correre, è qualcosa che mi appartiene, fa parte di me, ma non amo la competizione, se non con me stessa, e anche quella non sempre. A volte dico, chi me lo fa fare di faticare, che tanto se fatico faccio invece che penultima, terzultima, allora tanto vale che vado tranquilla e rilassata a cercare farfalle, a pensare ai pensieri miei.
Perchè uno ride, ma non è facile trovare le motivazioni, dentro sè, ogni giorno, un qualche stimolo, una qualche spinta, per essere migliore, per spingere, per andare forte, per dare il massimo di quello che sono io. La fatica che io faccio per essere appena decente, qualcuno lo è per natura, e senza sforzo o senza nemmeno impegnarsi troppo. Così si capisce che a volte è frustrante. Ma c’è il grande cuore di Renato che oggi mi ha fatto veramente riflettere.
È venuto con me e mi ha portato fino al traguardo, fino a casa, faticavo, ero stanca non respiravo più, si è messo di fianco a me e mi ha tirato. Lui non pensa mai a se stesso, pensa sempre a noi, affinché possiamo stare bene e provare belle sensazioni.
Arrivo a Montecchio. Il solito pre-gara che conosco, volti, facce, amici, sorrisi, abbracci. Incontro persone, molte le stringo con affetto e con voglia di reincontrarle. Alcune mi sorridono, altre iniziano a parlare dei propri fatti, dei propri tempi, delle proprie prestazioni. Ho imparato a riconoscere nel tempo il “runner egocentrico” colui per cui esiste solo lui ed esiste solo la corsa. Non c’è altro che non la corsa, non si parla se non di quello.
Ecco oramai li annuso e devo dire “basta!”, io sono piena di cose tra cui la corsa, se volete parliamo un po’ raccontami quello che fai con chi stai dove vai come sei…
E invece la meraviglia sono le donne, che alcune sono eccezionali, bellissime e sicure, vere protagoniste del momento. Le mie amiche Ale Stefi Stefi Adele Raffa. Ecco loro le considero tutte delle persone vere e belle, e sono onorate di vestire gli stessi loro colori. Le sento vicine perchè so che l’affetto che nutriamo l’una per l’altra è pieno di solidarietà e non di competizione. Finalmente delle femmine vicine, sarà possibile? Lo è, lo sento. Fantastiche tutte.
Sono partita, come potevo sono arrivata. So come sono messa ora e comunque sono migliorata, il lavoro di questi ultimi giorni mi è stato d’aiuto. Mi sento bene.
All’ottavo ho pensato, non ci sarà più un altro ottavo, non passerò ancora di qui. Alla fine ho pensato chi è che mi corre dietro per passarmi. Non ci pensare e ho tirato fuori gli ultimi centesimi di fatica dalla tasca. Ma non sapevo che era Dani che aveva fatto un lungo inseguimento, e come sempre, come da tutta una vita, è riuscito a prendermi ma non a superarmi.
Anna
P.S.: questo post è dedicato ad Ermete che, come Alessandra, Stefania, Davide e Carlo, oggi ha migliorato il proprio Personal Best.
Per vedere tutte le foto scattate nel pregara, cliccare su una delle foto
I tempi dei nostri atleti alla 31ª Corsa Podistica del Foglia
| Pos. Ass. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 16 | 2 | 162 | SANTINI STEFANO | A | 34:30 | 3:27 |
| 82 | 14 | 88 | ALESSANDRONI DAVIDE | B | 38:57 PB | 3:54 |
| 87 | 13 | 215 | SERFILIPPI MAURO | D | 39:05 | 3:55 |
| 92 | 18 | 402 | SPADONI RAFFAELE | A | 39:12 | 3:55 |
| 117 | 22 | 216 | LUCCIARINI CORRADO | D | 40:16 | 4:02 |
| 119 | 21 | 87 | CATANI GIOVANNI | B | 40:21 | 4:02 |
| 125 | 26 | 422 | AMANTINI LUIGI | C | 40:32 | 4:03 |
| 155 | 34 | 430 | GIORGINI LORIS | C | 42:22 | 4:14 |
| 156 | 35 | 421 | CAMPANA MICHELE | C | 42:22 | 4:14 |
| 175 | 2 | 388 | VALENTINI RAFFAELLA | L | 43:10 | 4:19 |
| 193 | 28 | 401 | BIAGETTI CARLO | A | 44:11 PB | 4:25 |
| 255 | 6 | 362 | SALVATORI ADELE | H | 46:42 | 4:40 |
| 278 | 4 | 377 | DINI STEFANIA | I | 48:12 | 4:49 |
| 301 | 22 | 346 | BOLOGNINI ERMETE | G | 49:49 PB | 4:59 |
| 335 | 42 | 269 | LANI CLAUDIO | E | 53:22 | 5:20 |
| 347 | 7 | 376 | ANGELI ANNA | I | 54:33 | 5:27 |
| 348 | 65 | 150 | MORETTI DANILO | C | 54:34 | 5:27 |
| 349 | 45 | 268 | VALDARCHI RENATO | E | 54:35 | 5:28 |
| 356 | 13 | 363 | DORMI ALESSANDRA | H | 55:41 PB | 5:34 |
| 364 | 8 | 378 | DORMI STEFANIA | I | 57:46 PB | 5:47 |
La classifica completa è disponibile qui.
Per maggiori informazioni sulla gara, cliccare qui.
Il percorso GPX del 2010, scaricabile su Garmin:
In caso di problemi di visualizzazione del percorso, cliccare sul tasto “details”
13° Vivicittà, Urbino (Pu) – Km 11,5 – Domenica 3 Aprile 2011

Ho ritrovato la strada, quella strada cattiva e dolce che ti prende e ti porta, ti rinfresca e ti strema di fatica. Era molto tempo che non facevo fatica, non ne sento il bisogno, ora, in questo momento della mia vita, come adesso, di fare fatica. Così corro, certo che corro. E’ come respirare, come bere un bicchiere di acqua fresca o come mangiare un pezzo di pane. Corro e guardo le violette e le primule, corro e annuso l’aria e mi diverto e penso e ascolto. Non fatico. Non ne ho voglia.
Arrivo lì, è Urbino, indolente e magnifica. Pigra e bellissima. Tutto un su e giù, ad ammazzare le gambe e le intenzioni. E certo che lo so, che non la conosco Urbino? Conosco ogni taglio e scorciatoia. Invece no! Oggi dovevo farla tutta. Beh oggi ho faticato e non potevo farne a meno, dovevo arrivare in fondo a quella strada, l’unico mezzo era cercare un po’ di grinta e non fermarsi.
Mi ha accompagnata la voglia di sorridere e pensare al perchè facessi tutta quella fatica, un anno dopo, molto più scarsa, più scadente, più ferma. Perchè ho voglia di essere lì a misurarmi con me stessa? Dovevo essere lì per scoprire che ogni partenza è una vittoria, perchè comunque hai accettato di esserci e di partire.
Non solo io. Insieme a me altri che fanno parte del mio vivere e che mi fanno essere felice di avere passato una mattina in compagnia. Ricordo Veronica che è una forza e una potenza e Carla che ha un sorriso travolgente.
Una grande angoscia quando Claudio si è sentito male, e gli occhi preoccupati di Renato, e poi respirare di sollievo quando ho saputo che era stato solo un malore dovuto al caldo.
L’Adele la Stefy la Raffa, tre donne diverse, da ognuna delle quali ho qualcosa da imparare, a ciascuna di loro mi sento legata.
Luigi che è forte anche se sta male, perchè è forte e basta. Michele e la sua famiglia deliziosa. Stefano che è un campione, lo vedi che ha gli occhi della tigre, gli occhi del falco, rapaci e veloci, come le sue gambe fatte di puro slancio.
Giovanni, Corrado, Mauro, Ermete, Giampaolo, Dani e tutti gli amici che ritrovo, che incontro che saluto, con cui divido un attimo ma che fanno parte di me e del mio essere lì, anche oggi. Come gli amici delle altre squadre che mi incontrano e mi chiedono, allora, eccoti qui, finalmente, che bello essere qui, ancora noi.
Quesa mattina quando sono andata, dopo tutto questo tempo, mi sono chiesta, chissà se mi piacerà essere ancora lì. Fare tutto questo. Ancora. Ci sono stata. E ancora ha senso esserci per me.
Anna
Foto di Stefano Longhi – Clicca sulle immagini per vedere la galleria completa
I tempi dei nostri atleti alla 13ª Edizione del “Vivicittà”
| Pos. Ass. | Pos. Cat. | Pett. | Atleta | Cat. | Tempo | Passo medio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 3 | 1 | 1 | SANTINI STEFANO | MM40 | 40:24 | 3:31 |
| 9 | 2 | 2 | IONI GIAMPAOLO | MM45 | 44:46 | 3:54 |
| 20 | 2 | 113 | SPADONI RAFFAELE | TM | 46:19 | 4:02 |
| 32 | 8 | 107 | CATANI GIOVANNI | MM35 | 47:40 | 4:09 |
| 36 | 9 | 112 | SERFILIPPI MAURO | MM45 | 48:06 | 4:11 |
| 43 | 11 | 110 | LUCCIARINI CORRADO | MM45 | 49:14 | 4:17 |
| 50 | 8 | 106 | CAMPANA MICHELE | MM40 | 50:10 | 4:22 |
| 53 | 9 | 103 | AMANTINI LUIGI | MM40 | 50:34 | 4:24 |
| 62 | 1 | 300 | VALENTINI RAFFAELLA | MF45 | 51:56 | 4:31 |
| 102 | 1 | 282 | SALVATORI ADELE | MF35 | 57:00 | 4:57 |
| 108 | 4 | 283 | DINI STEFANIA | MF40 | 57:31 | 5:00 |
| 128 | 8 | 105 | BOLOGNINI ERMETE | MM60 | 1:00:50 | 5:17 |
| 143 | 13 | 114 | VALDARCHI RENATO | MM50 | 1:03:22 | 5:31 |
| PIERINI VERONICA | Non Comp. | 1:03:22 | 5:31 | |||
| 151 | 7 | 284 | ANGELI ANNA | MF40 | 1:06:12 | 5:45 |
| 152 | 28 | 111 | MORETTI DANILO | MM40 | 1:06:14 | 5:46 |
| SPINETO CARLA | Non Comp. | 1:15:00 | 6:31 | |||
| LANI CLAUDIO | MM50 | Infortunato | N/A |
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27ª FIRENZE MARATHON – Km 42,195 – Domenica 28 Novembre 2010

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La classifica completa è disponibile qui.
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C’è una sottile linea verde acido che segna come un nastro il percorso, il gomitolo di strade che bisogna fare. Correndo ci mettevo i piedi sopra e pensavo che ogni passo che facevo, era un passo che mi portava al traguardo.
La mia maratona è cominciata per scherzo. A una cena della squadra alcuni veterani, grandi maratoneti di esperienza e di risultati, la proposero a tutti, dicendo: è possibile! Potete farcela! Mentre loro parlavano persuasivi, io pensavo, “ma va’, non posso farcela, non sono un’atleta, sono una persona normalissima io, una mamma e non una ragazzina, non ho doti sportive eccezionali nè chissà che fisico adatto per la corsa di resistenza”.
Ma un tarlo è entrato in me. Perchè non accettare questa sfida? Perchè non mettermi alla prova ancora, per l’ennesima volta nella mia vita, e affrontare un’impresa all’apparenza impossibile. Così mi sono guardata allo specchio, ho visto una quarantenne pienamente dentro i suoi anni, ho detto “valà valà che non hai ancora dato tutto, puoi ancora stupire te stessa e gli altri intorno a te”. Così ho deciso di farlo.
E se decido di farlo, io lo faccio, cascasse il mondo, ma lo faccio, quello che a volte è un difetto, la caparbietà può essere un pregio, la volontà.
Ci sono riuscita grazie al fatto che Dani si è messo al mio fianco e ha deciso di stare con me in questa cosa. Senza di lui sarebbe stato molto più difficile. È stato il mio partner, il mio compagno, il mio amico, il mio avversario, il mio trainer, il mio motivatore, il mio aiuto, sempre. Prima era un po’ titubante, un giorno gli ho detto “Non mi mollare adesso, lo facciamo insieme, io e te, è una cosa nostra” lui ha risposto “Ok, ti accompagno, lo facciamo insieme”.
Arriviamo infine a Firenze, dopo quattro mesi di preparazione. Il sabato partiamo, ci fermiamo a mangiare in un ristorante delizioso ad Anghiari, decidiamo la strategia: la gara è un’incognita per noi, la maratona merita rispetto e suscita timore: noi non sappiamo se possiamo farcela, così decidiamo di stare insieme nella prima metà e macinare un po’ di chilometri, e poi che ognuno corresse la sua corsa.
Dani ha tagliato il traguardo poco dopo di me, e quei pochi minuti che l’ho aspettato all’arrivo sono stati brutti, senza di lui non riuscivo a essere contenta, infatti l’emozione è salita solo quando mi ha abbracciato e ci siamo stretti uno all’altra.
Ero infreddolita, bagnata fradicia, stanca, dovevamo toglierci da lì, continuava a diluviare e ora che ci eravamo fermati il freddo era devastante. Ma tutto il mio corpo si rifiutava di fare un altro passo. Ho avuto dieci minuti di distruzione totale, talmente provata da non sentire neanche gioia, solo male. Era arrivato IL MIO MURO, ma per fortuna la gara era finita. Sono stata programmata per 42.195 metri e non potevo fare uno di più.
L’altro momento terribile è stato alla partenza. Ricordo questo piazzale pieno all’inverosimile di gente: sembriamo tutti dei fantasmi, la pioggia è implacabile, non smette mai, anzi viene giù sempre più violenta, il vento è tagliente e gelido. Tra un mantello e l’altro incontriamo Jump un abbraccio una stretta, ci fa coraggio. Ricordo una coda interminabile per il bagno, e quei pochi istanti che ci passo dentro dove non piove: penso resto qui, non voglio tornare in quell’inferno. Dico a Dani questo è l’inferno e noi siamo i dannati.
Entriamo in griglia nella gabbia dei polli, di chi non ha il tempo, quindi tutta gente come noi, novellini e spaesati. Tutti incappucciati in questi sacchi verdi di plastica e con look anti-pioggia improbabili. Io mi sento disperata, letteralmente, senza speranza. Mi dico, già per me è una cosa difficile correre per quarantadue chilometri in una giornata fatta apposta per correre, oggi non ce la farò mai. Dopo i più di mille km fatti per la preparazione, dopo le due paia di scarpe che ho consumato, dopo che i miei bambini mi aspettano che ritorni a casa con la medaglia, dopo che ho preso l’antibiotico fino a ieri, dopo tutto quello che ho fatto per essere qui, devo affrontare ancora un imprevisto a un passo dalla fine. Per altro io non amo correre al freddo o con la pioggia, lo faccio se devo, ma ne soffro.
La preparazione della maratona è stata un filo verde lungo e sottile che è iniziato molto prima di Piazzale Michelangelo. È iniziato su e giù per le nostre meravigliose colline, è proseguito per buona parte dell’estate sulle spiaggie della riviera romagnola, si è srotolato fino a Berlino, a Pescara, e ovunque io fossi e ci fosse un po’ di strada, mi sono messa le scarpe e ci sono passata sopra di corsa. E adesso arriva una maledetta perturbazione atlantica tra due giorni bellissimi a buttare giù più acqua di quanto non ne sia venuta nell’ultimo mese. Allora dillo, Dio dei runners, che non ci vuoi bene a noi, dillo che ci vuoi mettere alla prova fino all’ultimo e vedere di che pasta siamo fatti.
Tengo gli occhi bassi per non avere l’acqua in faccia, ogni tanto li tiro sù per vedere lo sguardo rassegnato e incoraggiante di Dani che cerca di mandare vie le mie paure. Nel vuoto nel deserto totale di quel momento aprono le griglie e dico proviamo ad andare avanti, prendiamo il palloncino delle quattro ore e un quarto, so che Serena (con lei e altri amici abbiamo cenato la sera prima) è lì e vorrei trovarla. Ci facciamo strada in mezzo alla folla fino a che mi fermo, è impossibile in quel momento proseguire. Mi volto. Di fianco a me, esattamente di fianco a me, in mezzo a diecimila persone, spuntano da sotto una specie di turbante di plastica gli occhi ironici e sorridenti di Claudio (l’amico medico e maratoneta che con i suoi preziosi consigli e con la sua preparazione scientifica ci ha sostenuto in questi mesi, il nostro coach) che mi guardano furbi e tranquilli, come se mi aspettasero. Lui nessuno stupore. Ok, penso, “Dio hai ascoltato la mia preghiera, non vuoi che perda la speranza e sei venuto a darmi una mano e mi guardi da questo paio di occhi neri”. Dico se accade anche questo, tutto può accadere. Dico “questo è un buon segno, allora ce la posso fare”. Dico “chi ci aiuta e protegge trova sempre il modo di darci una mano, se gliela chiediamo forte”.
Poi partiamo piano piano sento uno che urla “siamo una massa di esauriti siamo da ricovero” e mi viene da ridere. Così inizio ridendo.
La corsa la ricordo bella. Un sacco di gente sempre. Un truppone di gente con cui correre insieme sempre. I primi dieci km fuggono, volano via in un lampo, siamo gasati dopo tutta quell’attesa, le gambe scalpitano, siamo dei cavalli che vogliono andare, la gente ci sostiene e ci applaude, io applaudo loro. Arriviamo alle Cascine, devo fare la pipì mi infratto nel parco dietro un cespuglio e vedo il serpentone immenso dietro di noi che mi passa tutto di fronte, li guardo e dico, al diavolo la privacy, me ne frego. Mi sento viva. Raggiungo Dani, sto bene, corro al mio ritmo, riesco a tenerlo. Mi fanno male i piedi, e mi dico non pensare che i piedi fanno male. Mi fermo, allento le scarpe. Mi fa male la caviglia, mi dico non pensare che la caviglia fa male. Ripeto come un mantra non fa male non fa male. Piove pioggia gelata e c’è vento, posso vincere la pioggia, posso vincere il vento, basta fare il prossimo passo e quello dopo ancora, ogni passo mi porta a casa, ogni passo mi porta dentro me stessa. Sono concentrata, non guardo i km, non voglio pensare a quanto ho fatto e a quanto mi manca (cosa che per esempio nei lunghi e nel lunghissimo mi è stato indispensabile per finire) evito le buche se posso, evito i marciapiedi, evito le pozzanghere, ma non sempre riesco, e quando metto il piede sento acqua gelata fino alle caviglie, piedi pesanti. Mi fermo ai ristori, mangio qualcosa, prendo i sali, ripartire è durissima, e solo dopo qualche centinaio di metri sento il beneficio della sosta. Si attraversa la città per andare allo stadio, una zona non bella, la gente ci guarda perplessa, non ci sono supporter che ci incitano ma fiorentini incavolati che vogliono prendere la macchina e non possono farlo: il punto estremo della gara, intorno al 30km.
Siamo al ritorno, si torna in città, la mia sorpresa di vedere Alfio e Renato con le loro belle mogli ad aspettarci e ad urlare in piazza, sotto quel diluvio, hanno fatto tutta quella strada per darci coraggio e applaudire, non ci posso credere, mi spuntano le ali ai piedi e gli ultimi chilometri li ho tirati anche per loro, e per la loro grande prova d’amicizia. L’arrivo è incosciente, non aspettavo che fosse subito, dopo la curva entra la piazza, l’abbraccio della gente che applaude, che mi sostiene per gli ultimi metri. La linea del traguardo. Non riesco a respirare per l’emozione, mi manca il fiato, la gola si chiude, ho passato trenta secondi pensando “che ridere, ora che è finita vado dalla Crocerossa a farmi dare ossigeno”.
Mi calmo, respiro, posso farcela, respiro, ce l’ho fatta, riesco a respirare e penso ho desiderato tanto una cosa che l’ho realizzata. Sono fiera di me. Non sono nessuno. Ho fatto un’impresa, sono un’eroina. Non sono forte. Sono fortissima. Ho seguito la linea verde. Galleggio sulla Piazza. Sono lì e contemporaneamente sono in tutta la strada che ho fatto. Aspetto Dani, mi abbraccia, piangiamo abbracciati.
Anna
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8° TROFEO NEFA, Rosciano di Fano (Pu) – Km 11,300 – Domenica 14 Novembre 2010
Mi chiedo cosa rimanga delle corse che facciamo.
Dentro tutti quei chilometri, a girare intorno a periferie di campagne o di capannoni, con certe curve a gomito, pestando l’asfalto sempre uguale, passando dritto davanti a case con i cani che perennemente abbaiano, i panni stesi delle domeniche di sole, gli anziani che ti guardano sbalorditi volontariamente faticare, loro che di fatica ne han fatta tanta e ora cercano di scansarla dove possono.
L’anno scorso avevo fatto questa corsa, e ora so che cosa mi era rimasto, molto più di quello che pensavo. L’anno scorso rientravo dall’infortunio, era la prima corsa con la squadra, avevo un’ansia di misurarmi e di fare bene, che mi aveva tolto il fiato e fatto correre strozzata. Questo lo ricordo, pensavo che sarei morta a fare un altro passo, anzi perchè non muoio, o almeno mi addormento, così al risveglio sarà solo un brutto sogno.
Quest’anno ho corso libera e senza orologio nella speranza di stare bene e divertirmi. Con il fiato a dettare il ritmo e le gambe tranquille ad inseguire. Passato un anno mi chiedo cosa ci spinga a rimetterci ogni volta in gioco e in discussione. La gioia di correre prima di tutto, la voglia di migliorare, il sentimento di libertà implicito nell’atto di correre… che a pensarci bene correre è fuggire si assomigliano… (c’è un proverbio di queste parti che dice: “tra il curra e il fuggia…”, tra correre e fuggire…).
Quando vedo quelli forti, non me che trotterello piano, ma certi cavalli di razza che vanno al galoppo, mi appare chiaro questo senso della fuga. Ma fuggire da cosa? Mi domando. Dagli obblighi, dal dovere fare, dal dover essere, dal dovere essere per forza quello che la tua vita pretende che tu sia. Così si corre per vivere qualcosa di diverso da quello che a ognuno tocca.
Dove nasce l’equivoco? Non riuscire a reggere la libertà del gesto, e diventare prigioneri dell’esito, che non sempre è quello che vorremmo che fosse. Ma se si trova un equilibrio adulto tra gioia, sfida, slancio, competizione, gioco, lealtà, passione, sportività, allora una mattina come quella di oggi non me la dimenticherò di sicuro, e sarà un altro mattoncino con cui costruire la mia casa di signora runner delle retrovie delle corse, fiera e orgogliosa di esserlo.
Partiti da casa con un bel sole freddo, verso il mare l’aria diventava nebbiosa e umida, di una nebbia latte che impediva quasi di vedere la strada e dava un senso di irrealtà e di sogno. Volevo restare nel tepore della macchina dentro le mie giacche a girare in tondo senza arrivare. Le persone erano tante in un grande spazio commerciale che sembrava una giostra, un circo, un teatro. Non distinguevo i contorni, i tratti, le figure. Ma come è prepotente la vita: arriviamo e vedo un sacco di amici tutti sorridenti e allegri e pieni di speranze e aspettative, così mi sveglio, mi carico, mi preparo.
Che gusto vedere la presenza femminile che cresce, oggi la nostra squadra brilla per l’arrivo di due luminose atlete, con cui sarà bello e piacevole dividere preparazione e gare: Alessandra e Stefania, non mollate!
Scambio qualche parola con qualcuno, mi chiedono tutti come va la preparazione per la maratona. Quello che mi sento di condividere più o meno con chi ha la pazienza di ascoltare nei vari lunghi che ho fatto è il concetto di “altro mondo” che ho sperimentato dopo i 30km. Ho fatto tutto quello che dovevo fare, ho fatto tutto giusto, soldato Jane della tabella, più di 1000km in poco più di tre mesi, ma quando supero certe distanze quello che accade resta un mistero in cui entrano in discussione molte variabili, oltre al cuore e alle gambe, principalmente entra in gioco la testa. Mi consolo pensando a quanto è dura la mia, non mi mollerà proprio alla fine.
La gara è andata bene, non ho tirato troppo, non ho sofferto troppo, non ho tirato poco, non ho sofferto poco. Non ho dato tutto, questo è strano per me, ma non era oggi il giorno. Aspetto il mio, quando sarà il momento.
All’arrivo divertente vedere i miei compagni che mi incitavano e il gonfiabile che non arrivava mai, io che chiedevo a chiunque ma quanto manca? E poi aspettare le ragazze per incitare pure loro.
Ma la cosa più bella che ho visto a Rosciano di Fano questa mattina di novembre sono stati i tre bimbi della Stefania, che con il loro dolce sorriso mi hanno illuminato nella strada del ritorno a casa.
Anna Angeli
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I tempi dei nostri atleti
| NOME E COGNOME | TEMPO ARRIVO | REAL TIME | MEDIA KM | POSIZIONE ASS. | POSIZIONE CAT. |
|---|---|---|---|---|---|
| Raffaele Spadoni | 00:42:46 | 00:42:45 | 03:47 | 51 | 14 – A |
| Mauro Serfilippi | 00:44:42 | 00:44:39 | 03:57 | 79 | 16 – C |
| Davide Alessandroni | 00:45:38 | 00:45:21 | 04:02 | 91 | 22 – B |
| Giampaolo Ioni | 00:46:06 | 00:46:01 | 04:04 | 95 | 19 – C |
| Valter Olivieri | 00:46:07 | 00:46:02 | 04:04 | 96 | 20 – C |
| Michele Campana | 00:46:11 | 00:45:59 | 04:05 | 98 | 24 – B |
| Loris Giorgini | 00:47:12 | 00:47:10 | 04:10 | 117 | 26 – B |
| Raffaella Valentini | 00:47:41 | 00:47:38 | 04:13 | 131 | 2 – M |
| Adele Salvatori | 00:51:16 | 00:51:02 | 04:32 | 191 | 6 – M |
| Luigi Amantini | 00:51:17 | 00:51:00 | 04:32 | 192 | 36 – C |
| Stefania Dini | 00:52:44 | 00:52:28 | 04:40 | 214 | 11 – M |
| Danilo Moretti | 00:52:58 | 00:52:42 | 04:41 | 219 | 39 – C |
| Nicola Bassotti | 00:55:11 | 00:54:57 | 04:53 | 243 | 41 – A |
| Claudio Lani | 00:56:43 | 00:56:22 | 05:01 | 254 | 34 – E |
| Ermete Bolognini | 00:56:44 | 00:56:21 | 05:01 | 255 | 7 – G |
| Anna Angeli | 00:57:29 | 00:57:12 | 05:05 | 264 | 17 – M |
| Alessandra Dormi | 01:04:12 | 01:03:53 | 05:40 | Non Comp. | Non Comp. |
| Renato Valdarchi | 01:04:12 | 01:03:53 | 05:40 | 295 | 43 – D |
| Stefania Dormi | 01:07:44 | 01:07:23 | 05:59 | 301 | 20 – M |
| Matteo Serfilippi | 00:29:00 6Km | n/d | 04:50 | Non Comp 6Km | 2 – Alievi |
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28ª CORRISMIRRA, Smirra di Cagli (Pu) – Km 10 – Domenica 1/11/2010
Mi piace l’autunno, soprattutto mi piace questo periodo in cui gli aceri, i tigli, le betulle, i pioppi cambiano colore. Per andare alla Smirra guardavo gli alberi e vedevo un trionfo di rosso, arancio, giallo, ruggine, ocra che rendevano meno grigio un cielo in realtà quasi plumbeo.
Questa mattina verso l’alba pioveva forte, e ho chiesto a qualche dio dei runners che fosse buono con noi e che ci graziasse quell’oretta. Lo so, lo so che correre sotto la pioggia ha il suo fascino e che fortifica, ma in questo momento essendo tirata la coperta della fatica e dell’impegno, bisogna semplificare dove si può.
Arrivo al campo e mi trovo subito dentro il bell’ambiente della corsa, gente in tuta che chiacchiera, chi fa le iscrizioni, saluti e discorsi, visi noti e meno noti ma che ogni volta diventano più familiari, e poi un sacco di gente… la mia squadra! Oggi uno squadrone, dato che eravamo ben 16, in una gara vicino casa dove tutti volevano e potevano fare bene.
Riesco a fare due chiacchiere con le mie colleghe Adele, Stefania e Raffaella, i tre sorrisi più belli che girano lì intorno. Ritrovo Luigi, che è ai box da qualche settimana per dei fastidiosi dolori alla schiena, parlo con Valter riguardo alla preparazione della maratona. Renato è sempre sorridente e accogliente, un vero innamorato dello sport e anche grande sportivo, sempre pronto a sostenere e incoraggiare tutti, saluto Claudio ed Ermete che dimostrano come ci si possa sempre migliorare andando avanti con passione e costanza, Raffaele mi chiede del mio “volo d’angelo” dell’ultimo volta e io mi complimento per il tempone di Carpi 1,21 sulla mezza, suo PB. Mauro è sempre scherzoso e sorridente, una persona di grande affabilità, Davide mi racconta che ieri ha fatto le sue gare di motocross, Giovanni corre da poco ma sta ottenendo risultati di tutto rispetto, Michele in un anno sullo stesso percorso è cresciuto tantissimo. Intanto il grande campione Stefano si prepara: prima della gara è sempre estremamente concentrato.
Mi avevano detto che era un percorso pianeggiante, ma forse bisogna capirsi su cosa vuole realmente dire la parola pianeggiante! E non era oggi, e non era qui. Dislivello 60 metri totali per la maggior parte distributi in una salita centrale lunga 500 metri con dislivello di 40 metri, che tagliano le gambe e il fiato. Da Smirra e Cagli e ritorno, con il giro di boa nella piazza del paese.

Ho corso tranquilla e piuttosto rilassata, ad un ritmo per me piuttosto veloce, ma senza morire (tranne nell’ultimo chilometro quando la Raffaella mi è venuta a prendere e si è fatta in souplesse quello che per me era un finale all’ultimo respiro) correre qualche minuti con lei al fianco è stata una gioia e un supplizio, avrei voluto rallentare per faticare meno ma anche chiudere gli occhi e come un cieco farmi portare dal suo passo al mio fianco.
I campioni della squadra sono arrivati bene come sempre, il livello è sempre alto: tra gli uomini Stefano Santini è arrivato 7° assoluto e tra le donne Raffaella Valentini è 3° assoluta. Danilo è contentissimo perchè ha fatto il suo personale sui 10 km, in una gara non facile nè poco impegnativa.
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Non ho dati in mano, ma questa mattina mi è sembrato vedere molti ragazzi giovanissimi gareggiare, sia maschi sia femmine. Sarebbe bello sperare che queste competizioni possano attrarre a sè un numero sempre crescente di giovani, e che nasca e si diffonda una cultura maggiore che parli di corsa. Ho riflettuto perchè ho visto un runner con la sua giovanissima e deliziosa figlia, non avrà avuto più di 14 anni, che con nessuna fatica, a un buon passo, mi hanno superato. Ho pensato che questo potrà essere forse il modo in cui la corsa arriverà ai giovani. Padri innamorati dello sport che coinvolgono i loro figli adolescenti verso obiettivi impegnativi ma realizzabili. Vedere correre un padre e una figlia è qualcosa che mi è piaciuto moltissimo, e credo che dentro ci sia qualcosa di importante.
L’arrivo è stato una goduria, sono arrivata sfinita ma euforica di avere concluso bene e senza troppo sentire il peso dei 270Km fatti ad ottobre, piena di stimoli e di voglia di correre ancora.
Anna Angeli
I tempi dei nostri atleti
| NOME E COGNOME | TEMPO | MEDIA | NOTE |
|---|---|---|---|
| Stefano Santini | 33:50 | 3:23 | 7° assoluto uomini |
| Valter Olivieri | 38:10 | 3:49 | |
| Raffaele Spadoni | 38:10 | 3:49 | |
| Davide Alessandroni | 40:02 | 4:00 | New Personal Best |
| Giovanni Catani | 40:04 | 4:00 | New Personal Best |
| Mauro Serfilippi | 40:10 | 4:01 | |
| Raffaella Valentini | 41:26 | 4:09 | 3a assoluta donne |
| Michele Campana | 41:36 | 4:10 | New Personal Best |
| Luigi Amantini | 43:00 | 4:18 | |
| Adele Salvatori | 46:10 | 4:37 | New Personal Best |
| Stefania Dini | 48:35 | 4:52 | |
| Danilo Moretti | 48:35 | 4:52 | New Personal Best |
| Ermete Bolognini | 50:10 | 5:01 | New Personal Best |
| Renato Valdarchi | 50:10 | 5:01 | New Personal Best |
| Anna Angeli | 50:53 | 5:05 | |
| Claudio Lani | 50:57 | 5:06 | New Personal Best |






















