35a Pistoia-Abetone – Km 50,0 – 27/06/2010

Se fosse una gara ciclistica sarebbe un tappone dolomitico, se fosse una gara in moto sarebbe il Tourist Trophy, se fosse una montagna da scalare sarebbe, forse, il Cerro Torre. Invece è la Pistoia Abetone, con i suoi 31 anni intessuti di gioie e drammi, fatiche e sofferenze, tesi di laurea per ogni podista che si rispetti. Una gara mitica: atipica e spartana, tutta sostanza e nessun fronzolo, scabra, durissima, forse povera ma sempre affascinante. A chi scrive tocca raccontarla ed è una sorta di galoppata sul filo sottile e traditore dei ricordi. Per alcuni ha significato una carriera, per tutti una vittoria strepitosa sui propri limiti. Si affronta per “riscoprire l’uomo e guardare negli occhi una brutta bestia” (Adolfo Sergio) o per “un test che non teme confronti”(Vito Melito), perché “è un sogno” (Luca Baroncini), “una gara mitica” (Fausto Innocenti) o perché il mix diabolico cui dà forma (percorso-luoghi-durezza-fascino-tradizione) la caratterizza come una vera e propria impresa. Regalandole un prestigio che va ben oltre un montepremi in palio od un semplice albo d’oro.
Cristiano Rabuzzi, da www.pistoia-abetone.net
I tempi dei nostri atleti alla 35a Pistoia-Abetone:
| NOME E COGNOME | TEMPO | MEDIA KM | POSIZIONE |
|---|---|---|---|
| Federico Talozzi | 4.28.53 | 5’23” | 40° Ass – 31° Cat M |
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10° Giro dei 4 ponti – Post gara
Parlare di questa gara è come parlare di un figlio (con le dovute proporzioni, of course) cioè di qualcuno o di qualcosa che ami molto, e non sai o non puoi o non vuoi essere imparziale.
Quell’asfalto l’ho pestato molte volte, le domeniche mattina dello scorso inverno, quando mi svegliavo all’alba la domenica per trovarmi a correre con gente appena conosciuta ma che riconoscevo simile a me. Mi dicevano: “Questa è la nostra gara. Qui facciamo la nostra corsa.”
E lì per lì non capivo bene di cosa parlassero, di cosa si trattasse, che cosa volesse dire.
E invece oggi c’ero anche io, con quelli che poi, domenica dopo domenica sono diventati degli amici, e compagni di avventura.
Oggi il meteo prometteva tragedia e vendetta sui molti peccati che abbiamo commesso. Eravamo preparati e rassegnati a tutto quello che poteva essere, per cui le nuvole, i 18 gradi, e la pioggerellina solo alla fine, hanno reso le condizioni ideali per una bella gara, e una bella prestazione. Arrivo in Piazza, clima di grande operosità, tutti indaffarati con le ultime iscrizioni della mattina (alla gara competitiva più di 300! un gran numero) incontriamo con Claudio e Robert amici del Forum Asics e poi Gabriele, scambio di battute, si sdrammatizza. Io sento salire la tensione ma sono serena, so che mi divertirò, perchè è questa la mia regola: è un gioco!
Nel Giro dei 4 Ponti si parte poco sotto la piazza, qualche centinaia di metri dentro al cuore della città vecchia di Urbania, e subito sulla provinciale. Da lì a destra verso la collina. Per i prossimi chilometri il percorso non incontra altro se non alberi case coloniche cani mucche cavalli una chiesa nessuna macchina.
Questo è la mia strada, la mia gara, qui mi sento a casa. Sono in forma, so che questi giorni sto crescendo. Con calma e tenacia, non mi scoraggio, e costruisco mattone su mattone una condizione che mi possa permettere di gareggiare, ma soprattutto di stare bene, di migliorare, di raggiungere nuovi obiettivi.
Sono lì nel cuore della gara, dopo tanta preparazione da parte di chi ci ha lavorato (non io, non ho fatto nulla, se non desiderare fortemente che andasse bene) e non sento nè caldo nè freddo nè sete nè fame, corro, corro, sento solo le mie gambe che battono l’asfalto e il mio respiro che si affanna e un paio di volte impazzisce. Incrocio Stefano e mi sporgo per fargli coraggio, grande prestazione la sua, arriva secondo confermandosi al top della forma.
Ho la Stefy per un pezzo con me, e poi me la vedo davanti per il resto della gara. Mi serve come punto di forza e di riferimento. Ho un buco verso il quinto, dove l’ho lasciata andare, non ricordo bene cosa sia successo, non riuscivo a respirare bene.
Ogni gara ha un momento così. Fino al momento prima ti senti forte come una leonessa e aggressiva e potente, e un minuto dopo non riesci a mettere un piede davanti all’altro. Ho dovuto mantenere la calma, non perdere fiducia in me stessa, credere ancora che potevo fare una bella gara per non mollare troppo il ritmo e il passo. Ho dovuto fare appello a qualche energia sepolta e sconosciuta, a qualche sole che tengo dentro a illuminare quando si fa scuro. Così è iniziato il ritorno a casa, dove ho corso fianco a fianco con amici sconosciuti che mi hanno incoraggiato e accompagnato e sostenuto e con cui anche se dividi solo pochi passi, dividi qualcosa di importante, e non te ne scordi.
Sono arrivata contenta, il mio Garmin dice che ho fatto 4.56 che per me è un ottimo risultato. Se fossero stati 10 km veramente avrei battuto il mio clamoroso muro dei 50 minuti (10K in 49.33!, questa è la mia vittoria di oggi).
Il pacco gara è fantastico, cose squisite e un piatto decorato. Saluto tutti e vado a casa a prendere i bambini e a trasformarmi da atleta a donna femminile per continuare la giornata insieme.
Anche a pranzo siamo tanti con molti bambini, ne conto una quindicina. Bel clima, allegria, brindisi e divertimento. Il presidente è soddisfatto, dopo giorni di impegno e di lavoro duro può respirare di sollievo.
La gara è stata un grande successo, molti partecipanti sono stati contenti e ce l’hanno detto. Stimolo a fare sempre di più e sempre meglio, come di certo sarà.
Anna Angeli
23° POD. NOTTURNA “Dei Vicoli e delle Mura”, Urbino (Pu) – Km 8,6 – Martedì 01/06/2010
” Sono strane le sensazioni che ho provato nel gareggiare questa sera. Ora che sono al sicuro della mia casa le rivivo, e mi sembra quasi di non essere io quell’essere ansimante e allucinato che credeva di non farcela, mi sembra di essere stata in un sogno, che due o tre volte mi è sembrato un incubo. Per tutto il giorno ci ho pensato, sottotraccia al resto. Questa sera, devo essere pronta, non troppo stanca, mangiare bene. Mi hanno consigliato il pollo a merenda. Ho detto, hai visto mai, mangio il pollo e vado forte e divento un fulmine. Mi preparo, adrenalina e tensione. Le solite domande a me stessa, dal “chissà se ce la farò” al “chi me lo fa fare”, come anche il “non sarò all’altezza” o “farò una figuraccia, arriverò ultima”, oltrechè al “verrò giudicata troppo rotonda e non secca secca come sono le top” o “non ho voglia di soffrire, basta, voglio solo divertirmi e passare il mio tempo a bere mojito ballando in piedi sul lettino” o “perchè non mi dedico al decoupage o il punto croce come quelle normali”. Vado con Federico e Alfio, è un piacere conoscerli meglio. In piazza ad Urbino alle prese con un gonfiabile moscio e i pettorali appallottolati c’ è il presidente che questa sera fa il giudice insieme ad Alfio. Della squadra vedo tutti che si aggirano, ci sono Mauro, Raffaella, Raffaele, Davide, Luigi, Loris, Giampaolo con il suo piccolo che ha fatto la garetta, Corrado, Valter, Stefano reduce da una brutta influenza che non so bene quanto sia arrivato ma era nel gruppo con i primi: mi ha doppiato che ero al terzo giro e ho usato il mio ultimo fiato per dirgli “Corri Stefano corri” lui correva come il vento e a me sembrava di essere incollata alla terra. Ho sbagliato sport.Perchè amo tanto qualcosa per cui non sono fatta? Perchè la corsa non mi ama? Il mio amore non è ricambiato? Ogni passo è per me fatica sudore lacrime terra, mentre quando guardo loro, quelli forti, mi sembra di vederli volare, come se facessero la cosa più naturale e più facile del mondo. Siamo 12 con me, è un bel numero, c’è da essere soddisfatti, ci siamo sempre, e ci siamo bene, uniti, sorridenti, allegri. Ora mi viene da pensare che se ho finito questa gara qui, potrò fare qualunque cosa, non ci posso ancora credere che esista qualcosa di così faticoso, eppure chilometri ne faccio tutti giorni, ne ho fatti, ma questa sera mi sono sembrati i primi, o anche gli ultimi. La tentazione di mollare l’ho avuta per tutta la prima metà almeno. Cinque giri di un circuito impegnativo in ogni passo, mai una distrazione, mai mollare. Si partiva correndo al galoppo verso i torricini, dopo tre o quattrocento metri quando la strada si apriva verso il Pincio il vento a folate ti asciugava la maglietta addosso. A tutta velocità, poi una curva rapida e una salita inaspettata, quattro o cinque tornanti per arrivare alla Piazza del Duomo, dove rifiatare un attimo nella discesa con il Palazzo Ducale alla destra che ci guardava perplesso e ritornare alla confusione della Piazza tra urbinati turisti studenti e curiosi. Da lì ripartire per un nuovo tour. A un certo punto non sapevo più a che punto fossi o quanti giri mi mancassero, mi sono orientata con il garmin guardando i chilometri che avevo fatto. Venivo doppiata da quelli che avevano già finito e pensavo che la mia sofferenza durava ancora un giro, mentre la loro era già terminata. Non mi era di conforto. Vedevo gente davanti dietro che andava forte in salita e piano in discesa, non avevo riferimenti di qualcuno con cui correre insieme e fare la gara. A un certo punto ho pensato di essere ultima, quando alla curva ho visto che dietro ce n’erano varie decine ancora più disperati di me. L’ultimo giro ho tirato fuori la birra che avevo dentro, la gioia di avercela fatta. Mi sono sentita veramente grande forte potente, per come mi ero sentita un vero schifo poco prima. Pensavo, ce l’ ho fatta anche questa sera, ho superato i miei limiti, le mie difficoltà, la fatica, l’angoscia, la disperazione a volte, per arrivare al traguardo, gli ultimi cento metri sono andata a 3 e 13, ho fatto un urlo che la gente si è spaventata, è uscito l’animale che c’è in me che ruggiva di gioia per il mio personale trionfo. Per la cronaca il mio garmin dice 5.00 spaccati per 8,88 km. La gioia che sento la dovevo condividere subito, per non perdere queste emozioni, per cui anche se stanchissima, ho scritto. Bellissimo, una giostra, un’altalena, morte e rinascita, forza e debolezza, stanchezza e vittoria. Una corsa piena di opposti, a volere pensarci bene, un po’ come la vita.” di ANNA ANGELI
“Ho appena letto l`articolo di Anna sulla corsa di Urbino. C`é solo un commento da fare: EMOZIONANTE !!!!!!!!!!!!!!!! E che continui a scrivere, un saluto a tutti dal vostro Gelindo helvetico.” dalla mail di Atletica Urbania, GIULIANO OLIVIERI.
I tempi dei nostri atleti alla 23° Pod dei vicoli e delle mura 2010
| NOME E COGNOME | TEMPO | MEDIA KM | POSIZIONE |
|---|---|---|---|
| Stefano Santini | 30,58 | 3,36 | 5° Ass - 1° Cat B |
| Luigi Amantini | 32,40 | 3,48 | |
| Giampaolo Ioni | 32,55 | 3,50 | |
| Federico Talozzi | 33,20 | 3,53 | |
| Valter Olivieri | 33,49 | 3,56 | |
| Davide Alessandroni | 34,20 | 4,00 | |
| Raffaele Spadoni | 34,50 | 4,03 | |
| Corrado lucciarini | 36,16 | 4,10 | |
| Loris Giorgini | 36,25 | 4,14 | |
| Mauro Serfilippi | 37,00 | 4,18 | |
| Michele Campana | 37,01 | 4,18 | |
| Raffaella Valentini | 38,21 | 4,28 | |
| Anna Angeli | 44,20 | 5,09 | |
| Mattia Ioni | 11,40 | 7,00 | Gara ragazzi km 1,7 |










